L’AQUILA – “Giovedì attaccheranno la Siria. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di forza degli Usa, insieme a Gran Bretagna, Israele, Turchia, Israele e qualche altro Paese musulmano. Quello che stavolta fa spavento è che attaccare la Siria, oggi, in questo momento storico, a parte il solito dramma delle vittime in loco, della distruzione e del dolore, può portare a risultati addirittura peggiori. Stavolta si rischia una guerra su larga scala”.
Mimmo Srour, ex assessore regionale e provinciale, che in Siria è nato e cresciuto prima di scegliere l’Italia per gli studi di ingegneria, è molto preoccupato per l’imminente intervento militare con gli Stati Uniti del premio Nobel per la Pace Barack Obama in un Paese, appunto la Siria di Bashar al-Assad e degli oppositori del regime da lui guidato, che sta vivendo una drammatica guerra civile, incastrato in una parte di mondo dilaniata e instabile.
Nei giorni scorsi il regime di Assad è stato accusato di avere utilizzato gas nervino, quindi contro le convenzioni internazionali, massacrando in tal modo centinaia di persone nella capitale, Damasco. Si è parlato anche di un numero superiore a mille, ma sulla vicenda non è stata fatta chiarezza, neppure sulle responsabilità dirette di Assad nonostante le ispezioni Onu.
“La situazione può sfuggire di mano con conseguenze gravissime – ammonisce – da quello che leggo non riesco a capire quale reazione ci sarà. Oggi ho sentito la conferenza stampa del ministro degli Esteri siriani. In sostanza l’America non sembra voglia far cadere il regime, ma non so se è sufficiente a evitare il peggio”.
Secondo Srour “colpiranno probabilmente depositi di armi e palazzi presidenziali, purtroppo non si è capito che così facendo si andrà incontro a un disastro di proporzioni enormi. E se cade Assad, si consegna la Siria ad Al Qaeda. In Siria c’è sempre stato un equilibrio – prosegue – c’era un laicismo dello Stato, le minoranze religiose non sono mai state un dettaglio, anzi. Su questo terreno si può soltanto perdere. L’Iran è armata fino ai denti, Hezbollah è armata fino ai denti, la Russia è lì, le reazioni sono possibili e possono rivelarsi tremende”.
“Sinceramente non riesco a capire le motivazioni che hanno spinto Israele a ‘imbarcarsi’ in una storia così rischiosa – i dubbi di Srour – sono a portata di mano per le reazioni dei ‘nemici’, possono essere colpiti in qualsiasi momento. Davvero, tutto questo mi sembra un’assurdità”. Roberto Santilli




