L’AQUILA – “A breve saremo di nuovo a Campo Imperatore per le scuse ufficiali e risaliremo per quello schifo fatto lassù. Ci dissociamo da quanto è accaduto. Il responsabile pagherà”.
Nelle parole ad AbruzzoWeb di G.S., componente del gruppo di amanti della montagna campano “Somma Trekking”, il rammarico per quanto accaduto sul Gran Sasso una decina di giorni fa, tra il 2 e il 3 luglio, l’imbrattamento di una roccia con la vernice, divenuto virale tra le polemiche, e la promessa di porre rimedio al fattaccio: chissà se basterà a evitare una denuncia che l’Ente Parco dà comunque in arrivo.
Una trentina di appassionati è salita attraverso la Via Normale, tante foto caricate sui social e testimonianze di una grande emozione: “Montagna con la lettera maiuscola, ti fissa da lassù, ti controlla senza volgere lo sguardo altrove e ti invita ad affrontarla”, si legge nei resoconti social.
Se non fosse che, nel cammino, una roccia è stata “taggata”, ovvero firmata nel gergo della street art, ma stavolta è più il caso di dire deturpata, con uno stencil: la maschera di un logo in negativo che permette di riprodurlo al volo con lo spray.
Due vette stilizzate e una scritta, appunto “Somma Trekking”, di colore rosso, sul fondo grigio della roccia, una foto che ha fatto il giro dei social e dei siti in pochissime ore.
“Sono enormemente desolato per quanto è successo – spiega oggi il portavoce del gruppo – Con la montagna e la natura non si scherza, a sopratutto con gli abruzzesi”.
Di qui la promessa di un ritorno e un’azione riparatoria. E sì che i sentieri si segnano con le vernici, ma per fare da guida agli escursionisti e se ne occupano il Cai o altre istituzioni. Se ognuno comincia a firmare le sue scalate, non se ne esce.
Ecco perché la protesta e l’indignazione sono divenute virali, gli insulti si sono sprecati e l’auto-oscuramento della pagina sociale da parte dei promotori è stato il minimo, tanto che gli improperi sono proseguiti su un’altra pagina, quella di “Amici della montagna Somma Vesuviana” che, però, hanno assicurato di non entrarci nulla con questa storia.
In una nota il presidente dell’Ente Parco Gran Sasso-Laga, Tommaso Navarra, ha annunciato di aver informato un minuto dopo aver ricevuto la segnalazione il Corpo forestale, in particolare il Coordinamento territoriale per l’ambiente.
Secondo il presidente, “dalle prime rilevazioni il fatto appare di sicura gravità ed è stata mia cura richiedere all’ufficio legale la valutazione per gli estremi per una denuncia querela per danneggiamento con deturpazione di bellezze naturali”.
“L’episodio, correttamente documentato dal gestore del Rifugio Franchetti – ha proseguito Navarra – ci impone, laddove ve ne fosse ulteriore necessità, un’approfondita riflessione sull’esposizione al pericolo dei nostri beni ambientali di valore assoluto”.




