L’AQUILA – Il pericolo di una riduzione delle sedi della giustizia tributaria in Abruzzo, come prevede il piano di riforma ministeriale, sembra  assai verosimile se non inevitabile, anche se non è detta l’ultima parola. Lo ha ribadito il presidente della Corte di giustizia tributaria di secondo grado, Maurizio Block, nella sua relazione annuale, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario all’Aquila celebrato nella sala udienze del Tar.

Perplesso anche il dottor Cosimo Maria Ferri, vice presidente del consiglio di presidenza della giustizia tributaria.

Ma andiamo per ordine. “Devo sottolineare,” si legge nella relazione di Block, “in un’ottica di futura ottimizzazione delle risorse, che è allo studio avanzato l’accorpamento delle Corti di giustizia tributaria di primo grado che dovrebbero passare dalle attuali 103 a 39, in considerazione della professionalizzazione della magistratura tributaria che comporterà la totale dedizione del magistrato all’attività lavorativa rispetto all’attuale sistema che ne prevedeva l’impiego solo part-time. L’obiettivo è  di mantenere aperte solo le Corti che raccolgono ciascuna un minimo di 1.000-1.500 ricorsi su base annua ed in tale ottica la regione Abruzzo dovrebbe mantenere in primo grado solo le sedi dell’Aquila (che accorperà Teramo) e Pescara (che accorperà Chieti)”.

“Per quanto concerne il secondo grado, non vi sono ancora concrete iniziative di riduzione precise, ma non può escludersi che l’intenzione di razionalizzazione sulla base dei riscontri numerici possa in futuro interessare anche il grado di appello e che ciò possa anche comportare conseguenze sul mantenimento in vita di questa Corte e di un eventuale accorpamento con la Corte di Roma”.

I numeri,  comunque, sono buoni e il lavoro ha dato i suoi frutti. “Per quanto riguarda la Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell’Aquila, unitamente alla sezione distaccata di Pescara”, dice Block,” è costituita in totale da 4 sezioni (due a L’Aquila e due a Pescara). All’Aquila sono presenti 2 presidenti di sezioni, 2 vicepresidenti e 5 giudici, mentre a Pescara un solo presidente di sezione (manca un presente di sezione e tale carenza va colmata) e 3 vicepresidenti con 6 giudici tributari. I giudici sono in totale attualmente 19 (compresi tutti i presidenti) e si deve rilevare che la situazione dell’organico effettivo è soddisfacente a seguito dell’assegnazione per trasferimento di 3 nuovi giudici che consentono di far fronte al lavoro da svolgere. I procedimenti definiti in totale nel corso dell’anno 2024 sono stati 954, mentre le sopravvenienze 961, in quasi parità quindi con il lavoro smaltito”.

“La sezione distaccata della Corte di Giustizia tributaria di secondo grado di Pescara nel corso dell’anno 2024 ha esitato 443 appelli rispetto ai 511 della Corte di giustizia dell’Aquila. Si rivela poi una complessiva tendenza all’aumento delle sopravvenienze, se raffrontata con i precedenti anni: 894 per il 2023 ed 819 per il 2022. Le pendenze al 31 dicembre 2024 sono costituite da 716 appelli, di cui 338 relativi a procedimenti introitati nell’anno 2024, 481 nell’anno 2023 e 57 nell’anno 2022, sicché le pendenze ultratriennali sono assolutamente irrilevanti e possiamo esprimere soddisfazione per la rapida definizione dei procedimenti sottoposti alla cognizione di questa Corte. La sezione distaccata di Pescara si caratterizza per la presenza di un contenzioso molto articolato e complesso dovuto alla presenza del Centro operativo che a livello internazionale dispone i rimborsi e che comporta la conoscenza anche di tematiche giuridiche di ordinamenti giuridici stranieri”.

“Una nota a parte merita la questione attualmente ancora dibattuta in giurisprudenza se, nelle more della procedura di rottamazione, il giudizio sospeso per presentazione dell’istanza debba restare tale fino al compimento del piano di rateazione, o se possa essere dichiarato estinto quando sia stata perfezionata la domanda di condono a seguito di accettazione da parte dell’Amministrazione finanziaria e sia regolare il versamento delle rate al momento della trattazione dell’udienza. Gli orientamenti giurisprudenziali sono contrastanti e sarebbe opportuna un’indicazione legislativa al fine di evitare la pendenza di procedimenti in attesa di essere definiti che influisce sull’esito delle statistiche giudiziarie”.

” Per quanto attiene l’andamento del lavoro giudiziario nelle sedi rientranti nel distretto tributario, si deve rilevare che alla Corte di giustizia tributaria di primo grado dell’Aquila nell’anno 2024 sono pervenuti 730 ricorsi, rispetto ai 561 dell’anno precedente, con un incremento del 30%. L’organico dei magistrati è attualmente composto da 24 unità che sono in grado di smaltire il lavoro. Anche la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Pescara è retta da un magistrato facente funzioni per la mancanza attuale del Presidente. La produttività della stessa si è mantenuta in linea con gli standard degli anni passati, essendo stati definiti, nell’anno 2024, 792 ricorsi, a fronte dei 780 definiti nell’anno 2023″.

“Le pendenze, nel 2024 sono aumentate di 179 unità rispetto all’anno 2023, in considerazione però di circa 423 ricorsi depositati in più. Si evidenzia la presenza nel circondario del Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate, delegato ai rimborsi richiesti da soggetti esteri per tutto il territorio nazionale, che implica che il contenzioso sia caratterizzato dalla presenza di procedimenti che importano peculiari questioni di applicazione di norme comunitarie e internazionali, più complesse rispetto al normale contenzioso di altre Corti. Inoltre, molti procedimenti hanno ad oggetto somme ingenti, con la conseguente presenza di difese assai articolate e complesse e conseguenti difficoltà nelle decisioni. La Corte di giustizia di primo grado di Teramo, anche articolata su due sezioni, presenta la caratteristica di essere costituita da soli giudici provenienti da magistrature togate seppur non professionali; anche se ricorrono problemi di incompatibilità nella formazione dei collegi per la presenza di vincoli di parentela tra i giudici”.

“L’anno 2024 si è caratterizzato per un notevole incremento delle sopravvenienze (n. 571 ricorsi di nuova iscrizione) rispetto agli anni precedenti (2023: n. 331; 2022: n. 368; 2021 n. 254; 2020: n. 312). L’impegno dei giudici e del personale della segreteria ha  consentito la definizione di 590 ricorsi e di raggiungere al 31.12.2024 l’obbiettivo di una consistente riduzione delle pendenze (n. 251) rispetto al 31.12.2023 (n. 270). La Commissione tributaria di primo grado di Chieti segnala un aumento delle sopravvenienze pari per il 2025 a 635 rispetto ai 538 e 545 dei due anni precedenti ed una sostanziale stabilità delle pendenze che ammontano a 487 rispetto alle 491 del precedente anno. Viene altresì rimarcata la inesistenze di pendenze ultratriennali”.

“In conclusione, sento di dovere esprimere soddisfazione per l’andamento della giustizia tributaria nell’ambito del distretto della Corte di giustizia di secondo grado dell’Aquila per i requisiti di professionalità e celerità nello svolgimento del lavoro giudiziario e di dovere ringraziare per questo tutti i colleghi magistrati, togati e non, che con il loro sforzo ed il loro impegno, a costo anche di sacrifici personali, contribuiscono al funzionamento delle Corti di primo e secondo grado nell’ambito territoriale”.

“Analogo ringraziamento porgo anche al personale amministrativo e di segreteria che con l’impegno quotidiano assicura e consente la continuità e la regolarità per un importante supporto nell’esercizio della giurisdizione e last but not least un sentito grazie anche ai Consiglio degli Ordini degli Avvocati dei dottori commercialisti e degli Uffici delle Amministrazioni finanziari delle province dell’Abruzzo che concorrono allo regolare svolgimento dell’attività giudiziaria nel Distretto della regione”.

Nella relazione del dottor Ferri si elogia il lavoro delle corti ma parla anche con toni critici del piano di riordino. “Il progetto di accorpamento delle Corti di Giustizia Tributaria,” si legge nella sua relazione,”trasmesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al Consiglio di Presidenza, ha generato un acceso dibattito. Le anticipazioni diffuse dalla stampa delineano una revisione radicale dell’attuale assetto, che, a mio avviso, rischia di essere miope rispetto alla necessità di garantire prossimità territoriale e di tener conto delle difficoltà infrastrutturali del Paese. Questo è un aspetto  rilevante per una regione come l’Abruzzo, dove la vicinanza delle Corti ai cittadini contribuisce a evitare costi eccessivi per la difesa del proprio patrimonio fiscale. L’iter di revisione dell’attuale distribuzione delle Corti appare ancora poco chiaro e, come Consiglio di Presidenza, abbiamo il dovere di presentare una proposta alternativa che non si limiti a considerare il risparmio per la Pubblica Amministrazione – che, tra l’altro, andrebbe dimostrato concretamente – ma tenga conto anche della tenuta complessiva del sistema”.

“Dobbiamo garantire sia una transizione efficace verso il nuovo assetto della giustizia tributaria, che entrerà a regime con il Testo Unico nel 2026, sia la capacità di gestire eventuali aumenti del contenzioso, resi sempre più probabili dalla complessa situazione socioeconomica attuale. Benché il termine di agosto 2025 sia ormai vicino, è fondamentale lavorare con determinazione per evitare che il riassetto delle Corti possa rallentare la definizione dei ricorsi, proprio ora che i tempi di risposta hanno raggiunto livelli di efficienza molto elevati”.

“Non dobbiamo mai dimenticare che, dietro ogni fascicolo processuale, vi siano persone, imprese, aziende che attendono risposte chiare in tempi ragionevoli e, per quanto possibile, rapidi. In questa direzione, un contributo essenziale è stato dato dall’introduzione della videoconferenza, che ha consentito lo svolgimento delle udienze in modo più snello e razionale. L’uso del digitale ha in realtà agevolato sia i giudici che le parti processuali, consentendo loro di esprimere le proprie ragioni con maggiore chiarezza e linearità”.

“Appare necessario che la riforma delle circocrizioni giudiziarie”, si legge nella relazione di Mario D’Angelo, presidente dell’associazione magistrati  tributari Abruzzo, “annunciata dal Ministero avvenga in effettiva collaborazione con il CPGT e con i Giudici. L’AMT ha già avviato interlocuzioni con il Consiglio di Presidenza e con il Mef affinché si possa contribuire a segnalare e risolvere le problematiche relative alle prospettate modifiche della geografia giudiziaria tributaria. Le modifiche e la razionalizzazione non vanno esaminate e proposte solo con freddi ed astratti dati numerici, ma debbono tener conto dell’incidenza di altri numerosi fattori umani e di condizioni oggettive (tipologia contenziosi, entità dei valori, orografia ecc.) È pur vero che appare necessaria la razionalizzazione le risorse disponibili, ma per i Giudici occorrerà tener conto di coloro che avranno la soppressione della sede, senza avere un rapporto di lavoro, e per coloro che rivestono incarichi di Presidente o di Vicepresidente che non potranno essere retrocessi nell’esercizio della funzione giudiziaria”.

“Né va dimenticato che, in assenza della regolamentazione del rapporto di lavoro, per i Giudici tributari non sono previsti rimborsi spese per le trasferte nel caso di cambiamento delle sedi. Le preoccupazioni della Presidente del CPGT secondo cui tale revisione da effettuare con gradualità, deve anche garantire l’esigenza di un agevole accesso alla giustizia e mantenere organi di giustizia di secondo grado in ogni Regione, sono state condivise dal Presidente del Cnf e dal Presidente dell’ODCEC in occasione della recente cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario tributario nazionale presso la Camera dei Deputati. In conclusione, La giustizia tributaria rappresenta un presidio fondamentale di legalità e un pilastro essenziale per la tutela dei diritti dei contribuenti. È necessario che tutte le parti interessate collaborino per affrontare le criticità emerse e garantire un sistema giudiziario efficiente, equo e indipendente”.

“La riforma della giustizia tributaria deve essere vista come un’opportunità per migliorare il sistema, ma è fondamentale che vengano affrontate le criticità emerse, garantendo un trattamento equo e dignitoso per i giudici tributari e assicurando un’adeguata amministrazione della giustizia. L’AMT esprime profonda amarezza e delusione per il trattamento ingiusto riservato ai giudici tributari in servizio, che continuano a fornire la migliore attività giudiziaria per senso del dovere e impegno profuso in tanti anni di operatività. È essenziale che il legislatore si 6 occupi dei problemi denunciati e riconosca il valore e la professionalità dei giudici tributari, garantendo loro il rispetto e i giusti riconoscimenti che meritano”.

Sono intervenuti anche la dirigente della Corte tributaria di secondo grado, Ivana Doria, e i rappresentani degli ordini forensi di Pescara e L’Aquila, Antonella Zuccarini e Diego Biasini.