L’AQUILA – Forza Italia e Lega si alleano per fare un fronte unico contro quello che viene definito lo “strapotere” del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio nella composizione della nuova Giunta, contro proposte ritenute insoddisfacenti.
I segretari dei due partiti, Nazario Pagano e Luigi D’Eramo, si sarebbero così accordati per una momentanea federazione che conta 6 consiglieri regionali, 4 azzurri e 2 del carroccio, e si presenteranno con questo assetto nella nuova riunione che avverrà nelle prossime ore, dal momento che il presidente della Giunta regionale Marsilio, di FdI, riconfermato per lo storico secondo mandato, deve chiudere la partita della Giunta entro martedì sera, considerando la convocazione del Consiglio regionale per il 10 aprile.
Il patto segue il primo summit del centrodestra che ha visto Pagano abbandonare il tavolo in segno di protesta per la insufficienza delle posizioni offerte dal governatore, mentre al contrario per FdI, di gran lunga partito più forte della coalizione con il 24,10%, per bocca del coordinatore abruzzese, Etel Sigismondi, si sarebbe trattato di un incontro dai toni sereni dal carattere interlocutorio.
I leader dei due partiti e i consiglieri regionali eletti si sarebbero visti oggi a Pescara per affinare a strategia. A riprova dell’altissima posta in palio, con la minaccia di un appoggio esterno da entrambi i partiti, bocche cucite, confronto e risultanze top secret. Non hanno risposto ad AbruzzoWeb i già citati Pagano e D’Eramo, Sigismondi e Lorenzo Sospiri.
Il malcontento nasce dal fatto che Marsilio ha proposto due posizioni – la Presidenza del Consiglio e un posto da sottosegretario di Giunta – al posto delle tre richieste da Forza Italia, che non si accontenta di un assessorato e della Presidenza del Consiglio, con 77.841 voti, pari al 13,4% e non può accettare di ottenere anche meno della passata legislatura, quando con 54.223 voti, pari al 9%, e tre consiglieri eletti portò a casa un assessorato, mentre oggi conta quattro consiglieri regionali eletti alle elezioni del 10 marzo, ovvero l’aquilano Roberto Santangelo, 9.587 voti, vicepresidente del consiglio regionale uscente, il pescarese Lorenzo Sospiri, 8.835, voti, presidente del consiglio regionale uscente, il francavillese Daniele D’Amario, 5.417 voti, assessore alle Attività produttive e Cultura uscente, ed Emiliano Di Matteo, ex leghista, uomo forte della Val vibrata in provincia di Teramo, 4.078 voti.
E sul fronte della Lega non ci si accontenta della sola vicepresidenza che potrebbe andare di nuovo, nel segno della continuità, ad Emanuele Imprudente, rieletto con oltre 7mila preferenze, considerando che, sempre per volontà di Marsilio, l’assessorato alla Sanità sarebbe ancora nelle mani di Nicoletta Verì, ex Lega, candida con la lista del presidente nel collegio di Pescara, dove non è stata eletta ottenendo 2.559 voti.
Inoltre, il disappunto dei due partiti è legato al posto da sottosegretario per Noi Moderati, che ha raggiunto appena il 2,68% di preferenze, quasi un terzo di quelle conquistate dalla Lega (al 7,56%). In questo senso, secondo quanto si è appreso, Marsilio vorrebbe premiare Marianna Scoccia, sindaco di Prezza, che ha raccolto 5.269 preferenze, e che proviene da AN, che si sarebbe già messa d’accordo per passare a FdI, lasciando quindi Noi Moderati fuori dal Consiglio regionale. (b.s.-a.c.)






