L’AQUILA – Tre assessori, tra cui il vice sindaco, e la presidenza del Consiglio: vincono i falchi in Forza Italia e sarà questa la richiesta, immutata a dispetto alle proteste pubbliche e sotterranee degli alleati, che la delegazione forzista farà al nuovo sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che dovrebbe chiudere la partita della Giunta entro venerdì, per convocare, poi, il primo Consiglio del suo mandato.
L’incontro si svolgerà verosimilmente domani pomeriggio per consentire l’arrivo da Pescara del coordinatore regionale, Nazario Pagano, attivissimo sulla partita dell’Aquila; con lui il coordinatore comunale, Stefano Morelli.
In serata si è ipotizzato, comunque, un pre-incontro per cominciare solo tra aquilani la trattativa che si annuncia laboriosa.
I forzisti puntano a spuntare le due caselle più importanti dopo la fascia tricolore, con due candidati già sicuri: Guido Liris, amico di Biondi, numero 2 della Giunta, sia per il peso del più votato (872 preferenze) sia per il passo indietro sulla candidatura a sindaco ormai proverbiale, e Roberto Tinari, secondo più gettonato, a presiedere l’aula.
Con queste scelte il secondo assessore forzista sarà Vito Colonna, e il terzo quasi certamente una donna: da capire se la votatissima Sabrina Di Cosimo oppure le altre due a seguire, Maria Luisa Ianni o Elisabetta De Blasis.
Scendono, con questo scenario, le quotazioni di Sergio De Paulis, già assessore negli anni di Biagio Tempesta e papà della mai nata metropolitana di superficie: si sta già troppo stretti per far entrare nella partita anche gli esterni; la pesante delega alla Ricostruzione la terrà il sindaco, da capire se riunificando la pubblica e la privata e scorporando quest’ultima da Urbanistica e Pianificazione, come pare probabile.
Non sarà, invece, il sindaco di Navelli (L’Aquila) nonché coordinatore della campagna forzista, Paolo Federico, il capo di gabinetto di Biondi: la sua partita futura è un’altra, la presidenza della pur depotenziata Provincia, e a dispetto della sua capacità politica, qualora fosse stato prescelto per fare da braccio destro del sindaco la sua nomina avrebbe costituito un ulteriore pesetto sul piatto della già greve bilancia forzista, altro motivo che ha sconsigliato.
Notizia di giornata è che la seconda donna della Giunta sarà, a sorpresa, l’unico assessore dell’Unione di centro: è quanto emerso al termine delle consultazioni mentre il nome è ancora coperto. Sarà con tutta probabilità un’esterna alla lista. La delega ipotizzata, quella alla Cultura su cui ci sarà molto da lavorare.
A bocca asciutta resterà Raffaele Daniele, eletto, che sarà capogruppo del monogruppo della Vela. Luciano Bontempo, primo dei non eletti e fino a oggi in odore di assessorato sarà compensato con la presidenza di una società partecipata, in particolare il Servizio elaborazione dati (Sed).
In serata l’incontro con i salviniani, più difficili da soddisfare dopo che Fi ha schiacciato sull’acceleratore di vice sindaco e presidenza del Consiglio.
Tre la richiesta minima di assessorati, e la delegazione composta da Emanuele Imprudente e Luigi D’Eramo che ha ribadito il solito mantra: siamo un po’ meno di Fi e un po’ più di Fratelli d’Italia. Anche la soluzione con due poltrone in Giunta ma strappando la presidenza ai forzisti potrebbe essere ritenuta soddisfacente, comunque tutto viene lasciato nelle mani di Pb.
Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, il partito oltre allo stesso sindaco rivendica due assessori e non è disposto a scendere da questa soglia.
Uno sarà sicuramente Alessandro Piccinini, altro amico storico di Biondi, l’altro sarà una donna. E i meloniani hanno ben due nomi da spendere: Carla Mannetti, storico direttore regionale e presidente della società aeroportuale Saga, ed Ersilia Lancia, già assessore provinciale, che peraltro non pare avere voglia di fare l’assessore a tutti i costi, ma resterebbe volentieri pure tra i banchi del Consiglio.
La scelta, di facile soluzione a queste condizioni, verrà compiuta nei due incontri previsti mercoledì a livello di partito e giovedì con i soli eletti.
Da capire, infine, alla luce di queste novità di giornata, il ruolo dei “piccoli”, come Benvenuto presente, la lista del sindaco, che rischiano di rimanere senza assessore e i cui esponenti dovranno accontentarsi di incarichi anche remunerativi, ma meno di gestione, nelle varie aziende.
In particolare la posizione della civica L’Aquila futura, qualora esclusa dalla Giunta, potrebbe preludere a un rafforzamento dell’ambizione del suo ispiratore, Salvatore Santangelo, peraltro attualmente all’estero, a issarsi dalla vice presidenza alla poltrona più alta della società idrica Gran Sasso Acqua. Ne farebbe le spese il fratello Roberto, che potrebbe comunque consolarsi rimanendo consigliere e magari presidente di commissione.






