GIULIANOVA – “In via Nazario Sauro, in centro a Giulianova (Teramo) hanno utilizzato del silicone per sigillare la porta e la serratura del portoncino di ingresso della sede di Fratelli d’Italia, location di un evento che mi vedrà protagonista stasera”.
A denunciare l’accaduto, in una nota, è Caio Mussolini, pronipote del Duce, candidato alle europee con Fratelli d’Italia.
Reduce dalla cena all’Aquila di ieri sera, presso il ristorante Parkeller di proprietà del consigliere comunale Daniele D’Angelo, si trova ad affrontare un nuovo atto di protesta contro la sua candidatura e la sua partecipazione alla vita politica, date le note discendenze.
All’Aquila, infatti, la sua visita continua a sollevare polemiche, sia nei suoi confronti che verso il consigliere comunale di Benvenuto presente e proprio oggi, il circolo aquilano di Sinistra italiana, dopo le proteste di Anpi e movimenti di sinistra, ha chiesto le dimissioni di D’Angelo, colpevole di averlo ospitato e di non aver mai nascosto le sue simpatie nei confronti dell'”estrema destra”.
Mussolini, dal canto suo, rivendica il diritto di poter proseguire il suo tour in Abruzzo e incalza: “La sinistra, estrema e non, non ha argomenti, si riempie la bocca di paroloni salvo poi agire nella maniera più infame e subdola. La mia solidarietà alla comunità locale di Fratelli d’Italia. Provo tanta pena per chi nel 2019 si atteggia ad antifascista in assenza di fascismo, come diceva Pasolini. Qui l’unica violenza che agita il Paese è quella di centri sociali, autonomi ed estremisti di sinistra”.
“Non c’è nessun pericolo nero – conclude Mussolini – C’è invece un’aggressività verbale e fisica di chiara matrice sinistra”.




