L’AQUILA – Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal Comune dell’Aquila contro il dipartimento per le Politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri in merito alla graduatoria per la ripartizione dei “fondi Giovanardi” destinati a finanziare iniziative sociali nei Comuni del “cratere” sismico.
Si tratta di un fondo da 12 milioni di euro inserito dopo il terremoto nella “legge Abruzzo” del 2009 dall’allora sottosegretario Carlo Giovanardi, di cui 3,9 già destinati in precedenza al recupero alla casa di risposo ex Onpi all’Aquila. I restanti 8,9 milioni erano stati messi a bando e l’elenco dei beneficiari era stato approvato con il decreto numero 77 del 2011 da parte del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, dopo l’istruttoria fatta da una commissione composta da tre membri, due di nomina governativa e uno designato dallo stesso Chiodi, nella persona del suo capo segreteria, Antonio Morgante.
I progetti finanziati, alla fine, erano risultati sei: quello presentato dai Comuni di Bugnara e Cucullo (349.860 euro), quello di Cagnano Amiterno, Capitignano, Campotosto e Montereale (3,5 milioni), quello dell’Aquila (un milione), quello di Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Ovindoli (1.069.824 euro), quello di Capestrano e Villa Santa Lucia degli Abruzzi (327.832 eruo) e quello di Acciano, Barisciano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Fagnano Alto, Ocre, Poggio Picenze, Tione degli Abruzzi e Tornimparte (3,5 milioni), cifre che dovevano essere riviste considerata l’eccedenza delle richieste rispetto alla disponibilità effettiva.
Erano rimasti esclusi, invece, altri quattro progetti presentati dall’amministrazione comunale del capoluogo.
Il Comune dell’Aquila aveva eccepito una serie di illegittimità, tra cui l’astensione dalla partecipazione ai lavori della commissione di Morgante, i tempi particolarmente brevi in cui l’organismo avrebbe operato, pur in presenza di 32 proposte presentate, il fatto di aver consentito a sanatoria lo sottoscrizione dei progetti da parte del sindaco o del legale rappresentante, lo scarso peso dato dalla commissione alla sostenibilità economica degli interventi proposti e, di conseguenza, l’attribuzione di un minor punteggio ai progetti esclusi.
Per queste ragioni si chiedeva l’annullamento del decreto 77/2011. Ma il collegio dei giudici amministrativi ha rigettato il rilievo del Comune ricorrente e ha disposto la compensazione delle spese processuali.
Sui fondi Giovanardi la procura dell’Aquila aveva aperto un’inchiesta denominata “Attenti a quei due”, iscrivendo nel registro degli indagati il romano Fabrizio Traversi, dipendente della presidenza del Consiglio, il medico aquilano Gianfranco Cavaliere, il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), Silvano Cappelli, l’ex assessore regionale e provinciale Mimmo Srour e il ricercatore romano dell’Eurispes Nicola Ferrigni, che dovevano rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata, falso ideologico, millantato credito, estorsione e peculato.
Secondo gli inquirenti i cinque, anche attraverso la fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo, stavano tentando di mettere le mani su una parte degli 8,9 milioni.
Successivamente, la posizione di Srour era stata stralciata durante le indagini preliminari su richiesta del pm Antonietta Picardi, mentre era stato coinvolto il vescovo ausiliare dell’Aquila, Giovanni D’Ercole, in precedenza sentito in procura come testimone, con l’accusa di aver rivelato a Traversi segreti inerenti il procedimento penale.
In seguito all’inchiesta, il dipartimento per le Politiche della famiglia aveva deciso di sospendere l’erogazione dei finanziamenti ai Comuni beneficiari.
Nell’udienza preliminare, il gup Giuseppe Romano Gargarella aveva assolto il presule (il pm aveva chiesto cinque mesi di reclusione) perché “il fatto non costituisce reato” e condannato a un anno per falso Cappelli, che aveva chiesto il rito abbreviato.
Non luogo a procedere nei confronti di Ferrigni.
Rinviati a giudizio, invece, con l’accusa di tentata truffa e altri reati in concorso Traversi, ritenuto la “mente” del mancato raggiro, e Cavaliere.
Il processo è stato fissato al prossimo 24 gennaio.



