L’AQUILA – “Da ragazzino scrivevo molte poesie, mi è sempre piaciuto scrivere. Infatti è diventato il mio mestiere”.
Il ‘mestiere’ di Giosafat Capulli è fare il giornalista, ma la passione per i versi lo ha accompagnato fin da piccolo, quando buttava giù qualche riga, “sempre di getto senza pensare”, come fa ancora oggi.
Firma storica della redazione aquilana del Centro e attuale direttore dell’emittente televisiva Tvuno, è pronto a pubblicare il suo primo libro di poesie.
“Ho sempre tenuto le mie poesie per me, a volte ho scritto qualcosa su Facebook o l’ho letta in tv. Ma non ho mai voluto pubblicare nulla”, spiega.
A convincerlo a fare questo passo importante è stata Fioretta Mari, attrice e insegnante, diventata nota al pubblico per la sua partecipazione al programma di canale 5, Amici di Maria De Filippi, come docente di dizione e drammaturgia, e venuta qualche giorno fa all’Aquila per alcune letture della Divina commedia nelle scuole e a Murata Gigotti a Coppito.
“Dopo aver letto alcuni miei versi mi ha detto ‘ non ti sminuire, questa è poesia pura’ – racconta Capulli ad Abruzzoweb – mi ha detto che dovevo assolutamente pubblicare un libro e che lei mi avrebbe scritto la prefazione”.
E come se questo non bastasse, il volume verrà edito dalla casa editrice Vaticana. “In occasione di un concerto presso la Basilica Papale di Santa Maria maggiore a Roma che si è tenuto il 13 dicembre scorso – spiega – è stata letta da Fioretta Mari una mia poesia che mi era stato richiesta dal direttore d’orchestra Jacopo Sipari di Pescasseroli sul tema dei giovani e della musica”.
L’emozione di vedere migliaia di persone ascoltare i suoi versi seguita da un’altra, altrettanto grande. “Il cardinale Martino, dopo il concerto, mi ha avvicinato dicendomi che se avessi pubblicato qualcosa avrebbe avuto il piacere di stamparlo dalla casa editrice del Vaticano”.
È già iniziato il lavoro di raccolta delle tante poesie scritte in questi anni, che porterà tra circa due mesi alla pubblicazione del volume, il cui titolo verrà scelto dalla stessa Mari.
“In temi sono vari, scrivo su tutto ciò che mi ispira. La cronaca giornalistica, quella di tutti i giorni, pure quella cruda. Ma anche fare una passeggiata in centro storico, tra le macerie della zona rossa, è uno spunto, è ispirazione. E la poesia in fondo è la goccia di linfa che esce quando tagli un albero: è l’anima delle cose”.
Proprio ieri la poesia di Capulli è stata protagonista del concerto patrocinato dall’Unicef che si è tenuto all’auditorium San Leone Magno a Roma: nel corso dell’evento sono state lette due sue poesie, una dedicata ai bambini e un’altra alle donne afghane. (e.m.)






