L’AQUILA – Un pezzettino di Consiglio regionale porterà il nome di Guido Polidoro, indimenticato giornalista abruzzese scomparso nel 2000 all’età di 62 anni.

È stata inaugurata oggi, infatti, la nuova sala stampa di palazzo dell’Emiciclo al piano -1, alla presenza del presidente del Consiglio, Nazario Pagano, della signora Luigia e dei figli Sara e Marco.

“Stiamo parlando di un numero 1, Polidoro ha contribuito alla nascita della figura del giornalista politico regionale – ha evidenziato Pagano – è stato il primo presidente del gruppo stampa in Regione, che ha fondato insieme a Silvio Graziosi, il primo capo ufficio stampa del Consiglio. Questa sala sarà di grande aiuto per i giornalisti che verranno qui a seguire i lavori consiliari e non solo. Polidoro era molto legato alla Regione e anche la signora Luigia è stata un importante dirigente”.

“Questa intitolazione non era certo un atto dovuto, ma ci appare giusta, era anche ora che la Regione si ricordasse di Guido – ha detto la signora Luigia – Se oggi fosse tra noi sarebbe orgoglioso e soddisfatto di questa testimonianza viva e sincera anche di chi non lo ha conosciuto o non ci ha collaborato”.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta, non è potuto intervenire ma ha inviato un messaggio definendo il “Capo”, questo il nome di sempre di Polidoro, “per tutti i colleghi un esempio e un paradigma della deontologia professionale”.

Al termine la famiglia Polidoro ha donato per la nuova sala la pagina del Messaggero Abruzzo, di cui lo scomparso cronista è stato coordinatore dell’edizione regionale, sull’approvazione del primo Statuto della Regione Abruzzo.

All’evento erano presenti l’attuale caporedattore regionale del quotidiano romano, Andrea Taffi, i cronisti dello stesso giornale Angelo De Nicola e Paolo Mastri, allievi di Polidoro, l’ex vice sindaco dell’Aquila, Giampaolo Arduini, che collaborò con il Capo al periodico Ab.

A Polidoro è intitolata la strada nella periferia Ovest dell’Aquila dove ha sede l’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo e un premio giornalistico arrivato all’11ª edizione.

CHI ERA POLIDORO, ”IL CAPO”

Polidoro nacque a Chieti il 30 gennaio 1938. Era un Maestro. Di giornalismo e di vita. Era nato maestro, maestro di scuola elementare. E spesso, con ironia, ricordava la sua prima professione esercitata fino al 1961, quando, dopo l’esordio nel 1958 nella redazione del Tempo di Chieti, fu assunto dal Messaggero come corrispondente sempre nella redazione chietina.

E da allora fu sempre “il Capo”. Nelle redazioni di Avezzano, Rieti, Teramo e, quindi, alla fine degli anni Sessanta, all’Aquila dove, venti anni dopo, nel 1987, fu promosso “coordinatore regionale” dell’edizione abruzzese.

Dal ‘92 affiancò Paolo Gambescia alla guida della redazione regionale di Pescara. Nel ‘94 il fulmine a ciel sereno per lui e per tutta la “vecchia” guardia: il prepensionamento, a 55 anni.

Sopportò in silenzio, rimanendo comunque, fino all’ultimo, nella professione attiva. Professione cui ha offerto il suo impegno negli organi di tutela della categoria quale l’Ordine dei giornalisti abruzzesi e il Gruppo stampa regionale, di cui è stato fondatore e presidente.

Ha anche fondato AB, un bisettimanale che avrebbe meritato miglior fortuna. Spiccato era il suo senso della notizia. Enciclopedica la conoscenza del “suo” Abruzzo. Granitica la sua autorevolezza nel “Palazzo”. Per i colleghi era una sicurezza: “Chiedi a Polidoro, lui di sicuro lo sa”.

Nel 2000, un male incurabile, sopportato con la sua proverbiale pazienza, l’ha strappato alla famiglia, al giornalismo e alle giovani generazioni di cronisti che ne avevano fatto un “faro” in un momento in cui i maestri sono diventati merce rara. (biografia di Angelo De Nicola).