L’AQUILA – Onorevole, buonasera. Possiamo chiamarla sottosegretario?
Risponde ad AbruzzoWeb al terzo squillo Giampiero Catone, deputato di Iniziativa responsabile, designato all’Ambiente nella squadra del governo nazionale durante il Consiglio dei ministri di questa mattina: “Sì, è ufficiale, per volontà berlusconiana”.
“Una nomina ‘fuori sacco’, non di parrocchia – aggiunge Catone – che non è la ricompensa per la mia fuoriuscita da Futuro e libertà e neanche il frutto di una competizione vittoriosa con Paola Pelino per mettere la bandierina dell’Abruzzo sullo scacchiere politico italiano”.
Non c’è dubbio, però, che questa “infornata” di sottosegretari, ne sono stati designati nove, ha premiato soprattutto i deputati che hanno consentito alla maggioranza di passare indenne il tentativo di spallata alla Camera del 14 dicembre dopo la defezione di Gianfranco Fini e del suo Fli.
“Anche se – precisa il neo-sottosegretario – una regione ‘baciata da Dio’, con cinque parchi di cui tre nazionali, con un mare straordinario e con montagne meravigliose, meritava di essere rappresentata al ministero dell’Ambiente. Basta dire che al mondo ci sono solo due posti dove si può sciare guardando il mare: in Argentina e a Passolanciano”.
“Qualità che da un lato vanno tutelate e dall’altro messe a frutto – spiega Catone – per fare ciò non bastano le risorse nazionali e bisogna andarsele a prendere laddove ci sono, e cioè in Europa”.
Alla domanda se abbia ricevuto gli auguri dei big della politica regionale del Pdl Catone svicola: “Mi hanno chiamato tanti amici, soprattutto gli eredi della scuola di Remo Gaspari, uno dei padri dell’Abruzzo. Per il resto non faccio nomi, non è corretto”.
Certamente con Gianni Chiodi ancora non c’è stato un colloquio: “Lo sentirò domani, dopo il giuramento (previsto per le 19, ndr), solo allora sarò formalmente in carica e inizierò a lavorare con tutte le persone di buona volontà, di destra e di sinistra, per risolvere i tanti problemi dell’Abruzzo, a partire dal post-terremoto. E chiamerò anche Massimo Cialente, persona che gode del mio rispetto, perché insieme a lui, al commissario alla Ricostruzione e ai rappresentanti del territorio colpito dal sisma dobbiamo dare risposte concrete alle priorità: la produttività e il lavoro”.
“Infatti – conclude – sistemare le case senza far ripartire le aziende e senza far riaprire gli studi professionali e le attività commerciali non serve a molto e intanto si rischia la morte economica del capoluogo”. (red)






