L’AQUILA – ”Tornerei volentieri ad allenare L’Aquila Calcio. Nel capoluogo abruzzese mi sono trovato molto bene e ho tanti amici”.
Non ha dubbi l’attuale allenatore dell’Ancona (serie D), Augusto Gentilini, che per tre stagioni, dal 2001 al 2004, è stato allenatore dell’Aquila Calcio nell’allora serie C1.
Inoltre, come secondo di Aldo Ammazzalorso, nella stagione 1999-2000 Gentilini conquistò la promozione in C1, dopo la finale play off contro l’Acireale sul campo ”neutro” di Avellino.
Storica la permanenza in C1 dei rossoblù conquistata da Gentilini, dopo i play out disputati contro il Paternò nella stagione 2002-2003. Dopo aver recuperato 11 punti di distacco dal penultimo posto, nella gara d’andata degli spareggi, disputata al “Fattori”, i rossoblù vinsero (1-0, rete di Jonathan Vidallè), mentre in Sicilia il ritorno si concluse sullo 0-0.
in quel periodo L’Aquila era in forte declino economico e non fu facile per Gentilini tenere uniti e guidare verso la permanenza un gruppo di giocatori che da mesi non ricevevano gli stipendi.
Eppure il tecnico originario di Rocca Pia (Roma), ma residente a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) riuscì nel miracolo di ottenere una salvezza alla quale nessuno in città sperava più.
”Tutta la città – ricorda Gentilini – si strinse intorno a noi capendo la situazione. Questo fu da stimolo per i giocatori. Inoltre fu emozionante trovare al nostro ritorno in piazza Duomo tantissima gente ad accoglierci. Dell’Aquila ho anche diversi ricordi brutti (magari le spettanze non ricevute, ndr), ma mi sono serviti come esperienza nella mia carriera”.
L’anno successivo, 2003-2004, Gentilini non riuscì a compiere il terzo miracolo di raggiungere la salvezza, ma era chiedere troppo all’allenatore, visto che la società, nel frattemp passata da Michele Passarelli a Eliseo Iannini, era condannata al fallimento.
Prima di Ferragosto Augusto ha reincontrato L’Aquila nell’amichevole disputata contro la ”sua” Ancona.
”Qualche brivido l’ho avuto – ammette – Ho conosciuto il nuovo presidente, Corrado Chiodi, e mi sembra che sia una persona seria. Complimenti a tutto lo staff dirigenziale che ha composto una squadra di valore che può puntare alla promozione in Prima Divisione”.
Non sarà L’Aquila, ma quest’anno tornerà in provincia dell’Aquila per affrontare l’Amiternina sul campo di Scoppito, dove ai suoi tempi si allenava L’Aquila.
”Ricordo che anche in quel periodo non avevamo un campo di allenamento – racconta – e noi scoprimmo quell’impianto che abbiamo potuto usare proprio grazie alla collaborazione dell’Amiternina. Faccio i complimenti anche al presidente giallorosso, Maurizio Colantoni, che conosco da molto tempo perché è un grande tifoso dell’Aquila Calcio: è riuscito a far diventare un gioellino quell’impianto”.
Oltre a Colantoni, a Scoppito Gentilini conosce bene il dirigente Fabrizio Santella, altro ex dell’Aquila, e l’allenatore Vincenzino Angelone.
”Ricordo le grandi polentate a casa Angelone, con grandi chiacchierate. Mi piacerebbe replicare”, sorride il tecnico.
Angelone spesso racconta di aver ricevuto numerosi consigli tecnici in quegli anni: l’allievo supererà il maestro? ”No, perché l’allievo può solo raggiungere il maestro e non superarlo – ribatte scherzosamente – Comunque non sono un maestro e ho ancora tanto da imparare come allenatore. Con Vincenzino abbiamo avuto molti scambi di idee utili a entrambi”.
Negli ultimi anni, Gentilini è stato vice allenatore di Nedo Sonetti in serie B a Brescia e a Vicenza.
”Ho un buon rapporto con Sonetti, perché mi ha avuto come allenatore e quindi mi conosce. Sono onorato che mi abbia proposto di collaborare nel suo staff tecnico”, spiega.
Ora tocca all’Ancona, che vuole risalire la china. ”Ci proveremo a tornare tra i professionisti, ma non sarà facile”, conclude.



