di Alberto Orsini
È stata una scelta caldeggiata dalla Regione Lombardia quella di far gestire alla Curia aquilana la nuova Casa dello studente “San Carlo Borromeo”, costruita nel capoluogo grazie al finanziamento dell’amministrazione guidata da Roberto Formigoni. È quanto emerso durante la seduta del Consiglio regionale dopo l’interrogazione presentata dal consigliere Cesare D’Alessandro (Idv), cui ha risposto l’assessore regionale all’Istruzione, Paolo Gatti. Alla luce dell’indicazione suggerita dalla Lombardia, la Giunta abruzzese con una delibera del 2 novembre ha “ritenuto di affidare la gestione all’Arcidiocesi”.
“La Curia aquilana – ha spiegato Gatti a margine del suo intervento – non è la P2. Non ho partecipato alla stesura del protocollo d’intesa, ma mi è stato riferito da un dirigente della Regione Lombardia che si riteneva opportuno che chi metteva a disposizione il terreno avesse l’opportunità di gestire la nuova Casa dello studente. Non era un prerequisito, ma se uno mette i soldi e l’altro il terreno, ci sta”.
“Dobbiamo ringraziare la Regione Lombardia – ha detto Gatti nella sua replica all’interrogazione – che ha versato 7 milioni, e la Curia aquilana che ha messo a disposizione un terreno agricolo, altrimenti staremmo parlando solo di nulla. Il 16 giugno è stato sottoscritto l’accordo di programma: nell’articolo 7 si stabiliva che la Curia avrebbe potuto proporsi per gestire la struttura. Il 2 novembre in una delibera di Giunta si è ritenuto di affidare la gestione all’Arcidiocesi. C’è stato pieno rispetto delle norme regionali sul diritto allo studio e nessuna contravvenzione all’accordo di programma. I posti nelle strutture di Casale Marinangeli e Campomizzi porteranno, speriamo, al totale soddisfacimento del fabbisogno di posti letto studenteschi”.
Nella sua replica, il consigliere D’Alessandro ha detto che “l’assessore ha illustrato quello che tutti sapevamo. Avevo posto tre domande – ha aggiunto – Perché è stata affidata alla Curia la gestione se c’è l’Adsu, perché questi 7 milioni pubblici sono andati a un privato, e infine se questo comportamento è compatibile con le leggi dello Stato. Il presidente Chiodi già dal 6 aprile aveva la possibilità di espropriare quei terreni, come fatto per le new town. Invece, il vescovo dell’Aquila diventa plenipotenziario dei fondi pubblici”.
A inizio seduta è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria degli alpini caduti in Afghanistan. Ai lavori hanno partecipato tra il pubblico anche i precari della Regione, che in questi giorni stanno protestando contro il rischio di perdere il posto di lavoro. È intervenuto anche il senatore del Canada Consiglio Di Nino, italocanadese originario di Pratola Peligna, presidente della fondazione Abruzzo Earthquake Relief Fund.





