L’AQUILA – “Sarebbe assurdo rimandare indietro i fondi disposizione di Garanzia Giovani, se le aziende non rispondono all’appello bisogna ripensare la destinazione delle risorse”.

Così il segretario abruzzese del sindacato Cisl Maurzio Spina interviene sulla delicata vicenda del progetto europeo Garanzia giovani che in Abruzzo mette a disposizione 31 milioni di euro per offrire a ragazzi tra i 15 ai 29 anni, che non studiano né lavorano, tirocini e apprendistato in azienda, bonus per assunzioni, aiuti per auto-imprenditorialità, servizio civile, formazione professionale.

I giovani, dopo un avvio stentato anche in Abruzzo, continuano ad iscriversi e hanno superato quota 7 mila.

Il problema è che le aziende mettono a disposizione pochissime occasioni di lavoro, nonostante le condizioni di favore.

Dal canto suo, l’assessore regionale Marinella Sclocco è corsa ai ripari con momenti informativi nelle piazze di varie città abruzzesi, riunioni e incontri con  Confindustria e Confartigianato. 

La Cna, come altre associazioni di categoria, si è attivata per mettere a disposizione delle aziende informazioni e consulenze per aderire al progetto. A scendere in campo, anche il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, in un’opera mirata di moral suason.

Però i risultati ancora non si vedono.

“Le aziende in questo fase licenziano – osserva Spina – l’export si comprime perché le piccole e medie aziende abruzzesi non sono capaci a unirsi e fare sistema per essere competitive e questo è un problema, perché senza esportazioni diventano decisive, in un momento di così grave della domanda interna. Insomma non sono interessate a Garanzia giovani, perché semplicemente non vedono la possibilità di aumentare gli addetti nel breve e anche nel medi periodo”.

E allora, ecco un’azione di sensibilizzazione che Regione Abruzzo, Confindustria e sindacati stanno attivando, ma, realisticamente, suggerisce Spina, “bisogna darsi un termine oltre il quale se le offerte di tirocinio ed apprendistato professionale continuano ad essere insufficienti. Si deve decidere di rimodulare la ripartizione delle risorse”.

Attualmente la Regione ha deciso di ripartire i 31 milioni di euro Garanzia giovani, assegnando 10 milioni di euro al sostegno all’auto-impiego e all’auto-imprenditorialità, 8 milioni di euro ai tirocini in azienda, anche fuori regione, 4 milioni di euro ai bonus occupazionali, a favore delle aziende che assumono un under 29, che va varia da un minimo di 1.500 euro per il contratto inferiore a 12 mesi a un massimo di 6 mila euro per l’attivazione di un contratto a tempo indeterminato.

Per la formazione, sono previsti 2 milioni di euro e serviranno a far completare gli studi a chi li ha abbandonati prima del diploma, e per la formazione professionale, erogata dai soggetti accreditati in moduli che spazieranno dalle 50 alle 200 ore. 

Stessa somma anche per favorire l’attivazione di contratti di apprendistato, e per l’accompagnamento al lavoro, ovvero la presa in carica di un giovane per aiutarlo a collocarsi sul mercato del lavoro. 

Infine 1,1 milioni di euro per il servizio civile regionale, 1 milione per la mobilità professionale transazionale e territoriale.

Le voci da implementare, ragiona in modo pragmatico Spina, dovrebbero essere dunque quelle  del servizio civile, e della formazione professionale, discapito delle altre voci che non hanno “tiraggio”.

“In questo modo – osserva – i giovani avranno comunque la possibilità di accrescere al loro occupabilità , di acquisire competenze, di uscire dalla drammatica situazione del neet, anche, e di avere un piccolo reddito. Sempre molto meglio che deluderli ancora una volta”.