L’AQUILA – “Il nuovo avviso pubblico per istituire il garante dei detenuti in Abruzzo, non è stato non solo pubblicizzato dalla Regione Abruzzo, come sarebbe dovuto accadere per un tema così importante, ma solo l’ultimo giorno un concorrente lo ha reso pubblico, il tempo era scaduto”.
È quanto denuncia in una nota l’aquilano Giulio Petrilli, che ha scontato sei anni di carcere prima dell’assoluzione della Cassazione dall’accusa di essere tra gli organizzatori della banda armata Prima Linea “per presunte cattive frequentazioni da me avute” e che nei mesi scorsi si è rivolto al Parlamento Europeo in quanto “vittima di una detenzione ingiusta”.
L’aquilano si riferisce alla notizia nove candidati che ambiscono al posto di garante dei detenuti in Abruzzo, inizialmente 13.
Una lista dalla quale è scomparso il nome di Rita Bernardini, esponente politico del partito radicale, ritenuta una esperta del sistema carcerario.
“Avrei voluto chiedergli dove ne era venuto a conoscenza. Io personalmente la sera stessa sono andato sul sito delle Regione e non ho trovato nulla e come tanti non ho potuto fare la domanda in quanto il tempo era scaduto. Chi ha concorso dove lo ha appreso?”, scrive ancora Petrilli.
Petrilli componente del “Comitato per il diritto al risarcimento di ingiusta detenzione per tutti gli assolti”, chiede ancora: “Lo ha visto sul sito (dove io non l’ho trovato) o lo hanno avvisato con una telefonata amica? I concorrenti sono stati così pochi una decina, quando in un normale comune italiano le domande arrivavano minimo a duecento. Incredibile. Tutto strano quello che accade qui. Chi è stato così fiscale nella scorsa legislatura nel non voler nominare Rita Bernardini come garante si ponga degli interrogativi su questo avviso fantasma della Regione Abruzzo e vada a verificare le cose che sto denunciando”.
“Se hanno deciso già chi nominare avrebbero dovuto avere la coerenza di dare un incarico fiduciario e non inventarsi un avviso pubblico fantasma”, conclude la nota.




