ROMA – Il generale Roberto Vannacci non può chiamare “Futuro Nazionale” il suo nuovo partito, perché il nome è già stato registrato il 25 febbraio 2011 all’Ufficio brevetto e marchi del ministero delle Imprese della Repubblica italiana: a depositarlo, il 3 settembre 2010, fu un promotore finanziario di Giulianova Riccardo Mercante, già consigliere regionale d’Abruzzo in quota M5S, morto a settembre 2020 a causa di un tragico incidente in moto.
Lo riporta Franco Bechis su Open: tre anni dopo l’accettazione della registrazione Mercante si candidò con successo e per tutta la legislatura conclusa nel 2019 è stato consigliere regionale diventando anche capogruppo M5s.
Dopo la morte di Mercante, il marchio è entrato nella successione ereditaria. Oggi la compagna e i suoi due figli sono proprietari del nome.
Un ulteriore ostacolo da superare per il generale e la sua nuova avventura politica, dopo la diffida presentata da Francesco Giubilei che ritiene quel marchio grafico copiato da quello del suo “Nazione futura”. (Qui il link)




