L’AQUILA – Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, dice sì alla fusione dei Comuni più piccoli e promette una legge per la coesione territoriale in 180 giorni per agevolare le operazioni.
È quanto emerso nell’incontro organizzato a Pescasseroli (L’Aquila) dal movimento civico “Ripensiamo il territorio”, nel quale il governatore ha dato il suo placet all’idea di una nuova architettura territoriale, portata avanti dal movimento e che ha già il consenso di molti sindaci del Centro Abruzzo.
Si tratta, in sostanza, di superare l’attuale assetto delle autonomie locali con una riorganizzazione di aree omogenee e ambiti ottimali che rispondano in modo più razionale ed efficiente alle azioni amministrative e a una migliore governance del territorio, in un’area che comprende la Val di Sangro, la Valle Peligna, Valle Subequana, del Sagittario e l’alta Val Pescara.
“Tra i vantaggi che derivano dalla fusione di Comuni – spiega ad AbruzzoWeb Giovanni Natale, ideatore del movimento – il fatto che si annullano i singoli comuni e se ne crea uno solo, che fungerebbe da sintesi. Tra i punti a favore ci sarebbe l’abolizione del patto di stabilità, oltre al contributo previsto da una legge nazionale che equivale al 20% del bilancio del 2010 di ogni Comune”.
In Regione un passo concreto è stato fatto nell’area che vede San Benedetto in Perillis, Collepietro e Popoli interessati a una fusione. In quest’ultimo Comune è stato nominato il primo assessore alla Coesione, Giovanni Diamante, il quale ha dichiarato che “si vogliono muovere entro primavera per arrivare a un referendum comunale”, come riferisce Natale.
E qui spunta l’ostacolo. “In questi tre comuni sussiste un limite provinciale, poiché Popoli è nella provincia di Pescara e gli altri due in quella dell’Aquila. Un ostacolo superabile solo con una legge regionale”. Quella, appunto, promessa da D’Alfonso.
Ci sono anche altre piccole amministrazioni che si sono presentate alla tavola rotonda e hanno mostrato apertura verso il piano di fusione.
“Tra questi Castel di Sangro, Alfedena e Opi, ha mostrato interesse anche il sindaco di Pratola Peligna”, racconta ancora Natale.
Durante la tavola rotonda era presente anche il primo cittadino di Valsamoggia, Daniele Ruscigno, che ha illustrato i vantaggi della fusione di 5 comuni del Bolognese che ora costituiscono il comune unico di Valsamoggia.
Il movimento parla di fusione, non di unione: “con questa seconda ipotesi restano in piedi i rispettivi Consigli comunali e le Giunte, ma queste unioni non hanno mai dato risultati”, è la sottolineatura di Natale che annuncia anche che “porteremo in Regione le delibere di Popoli, San Benedetto in Perillis e Collepietro, tutte le leggi per singola regione fatta, e andremo a consolidare questa idea”.






