L’AQUILA – C’è lo spettro di possibili licenziamenti “che dovranno essere evitati” dietro l’accorpamento delle Camere di Commercio dell’Aquila e Teramo.

A lanciare l’allarme e “l’intenzione ferma di salvaguardare tutti i posti di lavoro e le professionalità impiegate ” è il presidente della Camera di Commercio di Teramo Giandomenico di Sante, in vista dell’unificazione con l’ente del capoluogo, che arriverà dopo quella già effettuata tra gli enti camerali di Pescara e Chieti di altre regioni italiane.  

I tempi per la costituzione del nuovo organismo, previsto nell’ampio quadro di riforma della Pubblica amministrazione e sancito lo scorso 6 agosto 2015 dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, non sono ancora chiari, ma voci interne agli enti camerali parlano già di prime frizioni per la collocazione della sede tra L’Aquila e Teramo.

Getta acqua sul fuoco Di Sante che non si esprime sulla scelta della sede unica e precisa: “il problema non è tanto stabilire se sarà L’Aquila o Teramo, quanto invece tutelare i dipendenti che non devono essere licenziati: se non ci saranno i fondi infatti l’ipotesi potrebbe essere quella di ridurre il personale come nella pubblica amministrazione”.

“La scarsità di fondi attanaglia le camere di Commercio già da due anni – spiega – L’anno scorso è stato tagliato il 35 per cento, quest’anno il 40, e l’anno prossimo sarà il 50”.

Secondo di Sante, in ogni caso, “il matrimonio tra L’Aquila e Teramo si deve fare perché sarà l’occasione per diventare più grandi e più forti”.

“Ne siamo convinti sia io che il presidente aquilano Lorenzo Santilli che abbiamo dato la piena disponibilità affinché questo avvenga – aggiunge –  Del resto siamo territori affini e contigui ed abbiamo il dovere di creare un ente più grande e forte e che punti all’efficienza e all’economia dei costi. Tuttavia siamo ancora in attesa del decreto attuativo per maggiori chiarimenti sui termini della fusione. Con la sede unica bisognerà migliorare i servizi e garantire la loro diffusione a livello territoriale con un’equa distribuzione, oltre a tutelare professionalità e lavoratori teramani e aquilani”.   

Tra i capisaldi del progetto di accorpamento e “condizione imprescindibile” di una evoluzione positiva delle camere di commercio, secondo il presidente, “la creazione di strutture più forti che abbiano capacità attrattiva e contrattuale nei confronti delle istituzioni”.

Le modalità di realizzazione della fusione “saranno quelle che meglio risponderanno alle esigenze degli utenti che sono grandi, ma soprattutto piccoli imprenditori – precisa – Non può essere che un piccolo imprenditore dall’Aquila debba arrivare fino a Teramo e viceversa. Non ci sarà un solo santuario, ci sarà cioè una presidenza, una direzione generale. L’Aquila sarà gratificata, ma dovrà esserlo anche Teramo. Di certo non creeremo un nuovo carrozzone”. 

Intanto ieri c’è stata l’elezione della nuova giunta della Camera di commercio dell’Aquila.

Quattro i componenti, che affiancheranno il presidente, Lorenzo Santilli, nel prossimo mandato.

Si tratta di Marco Fracassi, eletto vice presidente, (Industriali), Domenico Venditti (Commercio), Claudia Compagno (Artigianato) e Massimiliano Volpone (Agricoltura).

Nominato anche il cda dell’Azienda speciale. Alla presidenza è stato designato Carlo Imperatore (direttore Confindustria provincia dell’Aquila). Gli altri componenti sono Antonio Del Corvo e Mara Quaianni.

La presidenza dell’Albo gestori ambientali è stata assegnata a Gianni Frattale già presidente Ance.