L’AQUILA – Tanta  rabbia, delusione mista a un pizzico di rassegnazione, incredulità. Sono i sentimenti che come un sottile fil rouge unisce gli operatori turistici del Gran Sasso, nel giorno della riapertura della funivia, il cui servizio al pubblico è stato sospeso ad un’ora e mezza dalla ripresa dell’attività a causa di un guasto elettrico.

Una cosa sembra chiara, almeno stando a quanto affermano gli albergatori: la stagione è compromessa e a meno di un miracolo non sarà possibile recuperare il tempo perduto. Questa mattina l’hotel in quota di Campo Imperatore è rimasto chiuso, mentre nelle strutture aperte la collera e l’irritazione sono palpabili.

“È vero, la funivia riapre oggi ma il danno è stato grandissimo – ci spiega Loreto Giangrossi, responsabile dell’hotel Cristallo – Perdere i clienti nel periodo natalizio e di capodanno è un danno incalcolabile. Qualcuno dice che potremmo recuperare nel periodo pasquale? Non credo, e poi dipende da molti fattori: Pasqua quest’anno cadrà a fine aprile, e non è certo che ci sia la neve per quel periodo. Valuteremo se avanzare una richiesta di risarcimento danni”.

Richiesta sul quale si esprimerà un pool di legali raccolti dall’associazione “Gran Sasso 360” che riunisce gli albergatori del comprensorio.
“Lunedì ci riuniremo in assemblea – spiega Gianluca Museo, presidente dell’associazione – Siamo felici della riapertura della funivia, anche se le notizie che arrivano da Campo Imperatore non sono buone (l’impianto è di nuovo fermo), ma con la chiusura nel periodo natalizio gli operatori hanno perso almeno il 70% dei ricavi dell’intera stagione. Valuteremo se ci sono gli estremi per ricorrere in tribunale e chiedere un risarcimento per il mancato guadagno, il danno d’immagine, le disdette dei turisti e quant’altro”.

Museo ha sottolineato che “mentre oggi le altre stazioni brindano per gli incassi del periodo di festa appena trascorso a Campo Imperatore si fanno i conti su quanto è stato speso finora senza alcun ritorno, su quante persone sono rimaste a casa. La riapertura è slittata a causa di un ‘evento imprevedibile’ hanno detto il sindaco dell’Aquila,  Massimo Cialente, ed il presidente del Centro turistico del Gran Sasso, Vittorio Miconi: può essere vero, ma se i lavori fossero partiti mesi prima, come chiedevamo, forse il guasto sarebbe stato evitato da controlli più puntuali e precisi”.

Della stessa idea Ada Fiordigigli, proprietaria dell’omonimo albergo a Fonte Cerreto: “Noi mesi fa avevamo invocato l’inizio dei lavori di manutenzione proprio per evitare che episodi simili si verificassero. Ad agosto con una ‘operazione trasparenza’ avvisammo tutti che il Gran Sasso era morto. Il sindaco Cialente ed il presidente Miconi ci accusarono di danneggiare il comprensorio. Per questo siamo rimasti in silenzio aspettando la riapertura della funivia, annunciata prima per il 23 dicembre e poi per il 29. Tutti sappiamo come è andata, con un danno che attualmente non è quantificabile. Con l’associazione ‘Gran Sasso 360’ abbiamo riunito un gruppo di avvocati ed esperti amministrativi per valutare le azioni da intraprendere”.

Il rinvio, secondo Ada Fiordigigli, era comunque nell’aria: “A me i tecnici Ustif avevano detto che il collaudo a monte era fissato per il 27 e il 28 dicembre. Quindi tutta la città, gli sciatori  che avevano comprato lo skipass stagionale, i turisti che avevano prenotato sono stati presi in giro. A questo si aggiunga il fatto che molte persone assunte sono dovute rimanere a casa, l’hotel a Campo Imperatore aveva sostenuto centinaia di migliaia di euro di spesa per riaprire ed è rimasto chiuso. Qualcuno ha i dea di quanto possa essere stato grande il danno d’immagine, oltre che economico?”.

“Con tutto quello che è successo, il terremoto e le sofferenze che abbiamo patito penso che L’Aquila non meritasse un altro schiaffo del genere. Qualcuno si è preoccupato ed affrettato a creare il consorzio Skipass dei parchi: forse pensare alla privatizzazione del Centro turistico era una cosa prioritaria rispetto a tutto il resto. Ma io me la prendo anche con le opposizioni in Consiglio comunale. Dove sono? Cosa hanno fatto o detto per evitare questa catastrofe?”.

È un sorriso amaro quello di Maria Teresa  Vigiano, direttrice dell’hotel Campo Imperatore: “Che posso dire? A questo punto, dopo lo stop di questa mattina alla funivia, non ho più parole. Oggi l’albergo è rimasto chiuso: ci hanno accusato di non voler lavorare. Sapete come ci hanno avvisato della riapertura della funivia? Con un messaggino, ieri attorno all’ora di pranzo. Qualcuno dovrebbe spiegare che riaprire un albergo non è una cosa che si fa in un paio d’ore”

“Avrei dovuto rifare i contratti alle persone che lavorano per me, sistemare la struttura, preparare nuovamente tutto per accogliere i clienti. Insomma avevo bisogno di più tempo. Ho proposto di posticipare di una settimana, tanto weekend più weekend meno sarebbe cambiato poco a questo punto della stagione. Questa mattina centinaia di persone sono rimaste bloccate sulle piste e non avevano nemmeno un posto dove poter rimanere al caldo, per prendere un caffè. Riaprire tra una settimana, oltre che a garantire maggiori controlli, avrebbe significato fornire un’offerta completa agli sciatori”.

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