FRANCAVILLA AL MARE – Cerimonia di inaugurazione domani pomeriggio, sabato 21 luglio alle 19, per la 63ª edizione del Premio Michetti al Mumi di Francavilla al Mare (Chieti).

Il Premio, curato da Luca Beatrice e tornato dopo un anno di pausa, mette in mostra le opere di alcuni interpreti della Pop Art italiana insieme a giovani artisti che per il loro linguaggio, i temi che affrontano e le loro scelte poetiche offrono un’interessante visione della sua evoluzione dopo oltre cinquant’anni dalla nascita.

In mostra le tele di oltre 50 artisti, italiani ed esteri. Tra le altre cose ci sarà anche una mostra, curata da Fabrizio Guido Carli, su Mario Reggio, e una di Antonio Lucifero, pronipote di Michetti.

La mostra su Reggio si tiene presso il palazzo San Domenico. Il pittore romano, reduce dalla partecipazione alla 54° Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia, presenta al pubblico le sue ultime creazioni, che immortalano scorci della città eterna, spaziando tra i vari secoli della storia urbanistica di Roma.

Il sindaco Antonio Luciani, affiancato dall’assessore alla cultura Pina Rosato, stamane, nel corso della conferenza stampa di presentazione, ha rinnovato la volontà di massima collaborazione con la fondazione Michetti al presidente Vincenzo Centorame.

Luciani ha detto di voler puntare sul rilancio del Mumi e poi, sulla sua pagina Facebook, ha assicurato che la mostra è davvero bella. E in questo caso il ricorso alla nota “piazza virtuale” appare più che azzeccato, visto che la mostra tocca anche il tema delle nuove esperienze comunicative della modernità come i social network, cercando di analizzare il cambiamento epocale che sta avvenendo nel mondo della comunicazione globale.

Nel mirirno del Premio Michetti, infatti, è finito tutto il variegato mondo dei rapporti tra arte e comunicazione, due forme di racconto del mondo che si avvicinano fino a toccarsi proprio con la Pop Art.

La Pop Art “storica” nasce in Inghilterra a metà degli anni cinquanta dall’incontro tra arte e cultura dei mass-media. Il suo scopo è quello di documentare senza alcuna finalità dissacratoria o di denuncia la cultura popolare americana (da qui il nome, nel quale pop è il diminutivo di “popolare”), trasformando in icone le immagini più note o simboliche tra quelle proposte dai mass-media.

Da sempre i mezzi di comunicazione (televisione, pubblicità, giornali) sono stati, infatti, fondamentali nella diffusione della cultura occidentale, sia nei suoi aspetti positivi legati al benessere che in quelli più ambigui, come l’eccesso di consumismo.

Oggi ai media tradizionali si sono aggiunti, ottenendo una popolarità sempre crescente tanto da metterli in ombra, il web e in particolare i social network che ne riprendono le finalità di comunicazione diffondendo informazioni, volti, musica, film.

La loro profonda innovazione sta però soprattutto nel rendere protagonista quello che prima era il destinatario finale, e impotente, del messaggio. (ar.ia.)