FRANCAVILLA AL MARE – Dopo che l’eccezionale nevicata ha costretto ad annullare la prima giornata di domenica scorsa, ieri non ci sono stati impedimenti allo storico Carnevale d’Abruzzo di Francavilla al Mare (Chieti).
Tra musiche, balli, maschere e colori la sfilata della 57ª edizione è stata animata da sette carri allegorici lungo il tradizionale percorso (viale Nettuno, piazza Sirena, lungomare Kennedy, piazza Stazione) che si apriva tra due ali di folla.
Cinque i carri principali. A inizio corteo c’era quello di Patanello, maschera ufficiale del carnevale francavillese. Sul carro, allestito dall’associazione dei balneatori di Francavilla, faceva bella mostra di sé un grande Patanello con corona e cuffie per ascoltare musica sulla testa, un costume balneare a righe banche e rosse e un salvagente.
Dopo di lui spazio alla immancabile satira politica con il carro intitolato “La casta crociere”: su una barca pericolante stile quella affondata al Giglio c’erano a mezzobusto Pier Luigi Bersani, Gianfranco Fini, Angelino Alfano, Nichi Vendola, Umberto Bossi e Antonio Di Pietro, tutti rappresentati con facce corrucciate e raccapriccianti. Ancora satira politica con il carro successivo dal titolo “Il triangolo no”: il personaggio principale era un’Angela Merkel brutta più che mai, in uno striminzito corpetto grigio scuro che lasciava scoperto gambe e seni, sotto di lei, quasi invisibili, Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi.
Abbandonato il tema politico, ha sfilato poi il carro dal tema più vicino alla società dei nostri giorni, intitolato “Emoticon”. Rappresentava le cosiddette “faccine” che si usano per rappresentare stati d’animo soprattutto nella comunicazione dei più giovani. Sul carro c’era infatti una grossa palla gialla con facce allegre e corrucciate. Ultimo grande carro è stato quello del noto personaggio dei videogiochi Mario Bros.
Ad animare la sfilata anche molte associazioni francavillesi e soprattutto i ragazzi delle scuole cittadine. In corteo c’era anche un gruppo travestito con maschere veneziane in testa al quale svettava la figura del doge.
A sorpresa, a vestire i panni del doge veneziano è stato il sindaco, Antonio Luciani, accompagnato dalla moglie Stefania e da molti membri della sua maggioranza, tutti mascherati a tema, scelto accuratamente per aprire un gemellaggio ideale tra lo storico carnevale d’Italia e quello d’Abruzzo.
Luciani ha avuto modo di annunciare che è intenzione dell’amministrazione comunale, per il prossimo anno, gestire direttamente il Carnevale d’Abruzzo, non più in collaborazione con l’associazione che attualmente l’organizza.
La manifestazione, che replica domani con il gran finale e la festa a palazzo Sirena, ha richiamato tantissime presenze (il sindaco ha parlato di 10 mila persone, sebbene non avesse stime ufficiali a riguardo).
C’è stato però anche qualche problema organizzativo. Due su tutti: il ritardo con cui è partito il corteo e le file interminabili ai botteghini per acquistare il biglietto d’ingresso. A quello di viale Nettuno, genitori in coda con i bimbi hanno parlato anche di un’ora di fila. (ar.ia.)






