FRANCAVILLA AL MARE – Intorno alle 16 di ieri pomeriggio i carabinieri di Chieti hanno arrestato il 18enne teatino Luca D’Alessandro con l’accusa di aver ucciso la 20enne romena  Silvia Elena Manastireanu, nell’appartamento di lei in viale Monte Sirente 23 a Francavilla al Mare.

Il ragazzo si trovava a casa dei nonni nella cittadina adriatica e sembra che avesse un legame sentimentale con la giovane che, però, si manteneva facendo la prostituta.

È quanto ha fatto sapere questa mattina in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, colonnello Giuseppe Cavallari, che ha spiegato che il giovane aveva con sé alcune cose della ragazza che fanno presumere che sia stato proprio lui ad uccidere.

Il 18enne è stato trovato in possesso di cinque cellulari, di cui tre erano sicuramente della giovane trovata morta ieri mattina da carabinieri e vigili del fuoco. Oltre ai cellulari il ragazzo aveva anche il passaporto sia della giovane che del cagnolino che la ragazza portava sempre con sé e con il quale qualche volta si vedeva a passeggio nella zona in cui viveva, al confine tra Francavilla e Pescara.

Soprattutto il ragazzo aveva con sé anche le chiavi di casa della vittima, cosa che fa pensare che fosse stato proprio lui l’ultima persona ad averla vista viva e che dopo aver commesso il delitto si sia chiuso alle spalle la porta d’ingresso dell’appartamento impedendo ad altri di entrare.

I vigili del fuoco, infatti, hanno dovuto entrare nell’abitazione al secondo piano della palazzina utilizzando una scala per raggiungere il balcone e rompere una finestra.

Quando sono entrati, ieri mattina intorno alle 7, hanno trovato il cadavere della ragazza completamente nudo riverso sul pavimento della camera da letto.

L’ora del decesso è ancora da stabilire ma presumibilmente è avvenuto tra la tarda serata del 23 e le prime ore del 24. Un dettaglio, questo, che verrà svelato domani al termine dell’esame autoptico.

Quello che è certo è che la giovane era ancora viva nella serata del 23 perché aveva parlato a telefono con la zia. È stata proprio lei, in seguito, a dare l’allarme perché non riusciva più a contattare la nipote.

Silvia era una ragazza molto bella. Bionda, dai lineamenti particolarmente aggraziati, era arrivata in Italia circa due anni e mezzo fa e da circa un anno viveva a Francavilla. Per mantenersi faceva la prostituta, di questo i carabinieri sono sicuri perché dicono di aver trovato nel suo appartamento elementi inequivocabilmente legati al settore.

Luca si era innamorato di lei e i due da un po’ i due avevano una storia. Cosa lo abbia portato a strangolare la giovane per ora è un mistero.

Quando sono arrivati i carabinieri Luca era seduto fuori casa dei nonni a Francavilla. Alle forze dell’ordine non ha detto nulla e sembra abbia mantenuto un atteggiamento che a prima vista poteva apparire distaccato.

Prima di arrivare allo studente teatino (Luca sta recuperando alcuni anni scolastici persi) i carabinieri hanno anche battuto altre strade, ipotizzando che l’autore del delitto potesse essere un cliente della vittima.

Poi, analizzando i contatti della ragazza, sono risaliti al giovane di Chieti. L’indagine è stata condotta sia dal Comando stazione guidato da  Antonio Solimini sia dal Nucleo operativo della compagnia di Chieti comandato dal luogotenente Maurizio Mancini sia dal Nucleo investigativo comandato dal capitano Emanuele Mazzotta.

Il ragazzo è stato rinchiuso nel carcere di Chieti a Madonna del Freddo.