L’AQUILA – Una città immersa nelle sue ombre che si perdono per le piazze deserte e i vicoli bui… Dove è difficile non inciampare tra ricordi, brividi, emozioni.

È un’istantanea dell’Aquila catturata dalle lenti di Marco Equizi, giovane avvocato aquilano con la passione per la fotografia, alla sua prima mostra.

Intitolata “L’Aquila silenziosa. Silent L’Aquila”, sarà ospitata presso il Museo Sperimentale di Arte Contemporanea (Muspac), nella sua sede di Piazza d’Arti, in Via Ficara, fino al prossimo 12 aprile.

“Il titolo è legato all’esperienza della fotografia notturna della città dalle sue vie e piazze desolate, dalla sensazione vagamente spettrale – spiega il fotografo ad AbruzzoWeb – in altre parole, non è stato aggiunto a opera completata. La protagonista è naturalmente L’Aquila, che abbiamo scelto di ‘omaggiare’ in occasione della ricorrenza del 6 aprile per l’attinenza al tema”.

Un tema, quello del terremoto, dalle tonalità così cupe da non trovare valvole di sfogo diverse dal nero di cui questi scatti sono saturi.

“Il centro della città attraversa un periodo di letargo – prosegue Equizi – e la prima cosa che si nota è la mancanza di segnali di vita: non ci sono auto parcheggiate nelle vie, non ci sono finestre illuminate, molti vicoli sono rimasti al buio per cinque anni e si dovrà attendere ancora per rivederli come prima”.

Il fotografo ricorda “che questa situazione si ripete ogni volta che la città viene colpita da un terremoto devastante, ciò che può variare è il periodo di tempo occorrente per ricostruire. Spero che questo messaggio di normalità passi attraverso queste immagini, dove non ci sono macerie in primo piano, ma una sorta di ordine dopo il disordine”.

“Il progetto si è sviluppato per caso quasi 3 anni fa – racconta – il bianco e nero sembra nato appositamente per ritrarre i notturni urbani, in quanto l’illuminazione al sodio tende a produrre immagini troppo ‘calde’, cosa che peggiora notevolmente con l’uso di fotocamere digitali, pertanto ho provato a convertirne una e ho notato che poteva funzionare in una serie di inquadrature tutt’altro che classiche della città: tutte di formato orizzontale scattate con un solo obiettivo zoom grandangolare. I tempi di esposizione, in alcuni casi, arrivano a 30 secondi”.

Un solo rimpianto, quello di non aver ritratto la città prima del 2009: “Ho sprecato la mia occasione – si rammarica Equizi – Ricordo che alcune immagini del fotografo Roberto Grillo mi fecero capire quanto fosse importante includere degli elementi ed escluderne altri: così una scena banale del mercato di piazza Duomo diventava elegante e suggestiva se l’attenzione era posta solo sugli oggetti di rame in vendita e sulla cattedrale di San Massimo. Questo mi è servito per scegliere gli angoli più fotogenici in base alla parziale illuminazione notturna”.

“Per alcuni risulterà difficile riconoscere degli scorci abbastanza familiari qualche anno fa – immagina – ma spero che apprezzino il lavoro nella sua totalità, riconoscendo più la bellezza dell’Aquila che la bravura di un fotografo per passione che vuole essere solo testimone del particolare momento storico”.

La mostra è a ingresso libero e avrà gli orari del museo dal martedì al sabato 10:30-13:30/16:30-20:30.