L’AQUILA – Un anno e sei mesi di reclusione per detenzione e cessione di materiale pedopornografico.

È la pena inflitta a un quarantenne di Chieti, del quale si omettono le generalità per tutelare il figlio minorenne, come riporta il quotidiano Il Centro, al termine del processo con rito abbreviato celebrato ieri mattina davanti al gup del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella. A rappresentare l’accusa il pm Simonetta Ciccarelli.

I fatti per i quali l’uomo è finito nei guai risalgono al 2014, quando la polizia postale perquisì la sua abitazione. Nel computer dell’uomo, rappresentato in giudizio dall’avvocato Gianluca Giovannangelo, fu ritrovata una quantità tale di materiale pedopornografico da far scattare gli arresti domiciliari.

Le cose si complicarono in seguito. All’esito dell’inchiesta coordinata dalla procura distrettuale, infatti, l’uomo fu prelevato da casa e rinchiuso nel carcere di Chieti per un aggravamento dell’ipotesi di reato a suo carico. Secondo l’accusa, infatti, avrebbe tentato di divulgare il materiale in suo possesso a una platea indeterminata di pedofili.