L’AQUILA – La notizia delle possibili elezioni politiche anticipate, peraltro subito smentita, ha provocato uno scossone nell’assopito centrodestra abruzzese, in particolare dentro Forza Italia, avviando una sorta di pellegrinaggio di esponenti politici verso Roma e segnatamente verso la sede di piazza San Lorenzo in Lucina.
È una fase di “ognun per sé, Dio per tutti” nel partito azzurro, con i vertici regionali che pensano al loro orticello piuttosto che a una strategia complessiva. In uno scenario in cui, ammesso che davvero si voti, tutto è ignoto: la legge elettorale, le liste bloccate o meno, le alleanze, i candidati premier, e così via.
Della partita fanno parte il coordinatore regionale, Nazario Pagano, l’ex presidente della Regione e ora consigliere di opposizione, Gianni Chiodi, e il suo ex assessore Paolo Gatti, che ha raccolto 10 mila preferenze alle elezioni regionali di maggio.
Figura importante, anche la coordinatrice regionale per l’Abruzzo dei club “Forza Silvio”, Sabrina Di Stefano, che vanta un filo diretto con il presidente forzista, Silvio Berlusconi.
In questa fase si consuma la “vendetta” di Pagano contro tutto il fronte costituito dagli ex di Alleanza nazionale che gli stanno conducendo una serrata opposizione interna, facendo leva sulla sua mancata rielezione come consigliere, nonostante fosse presidente del Consiglio regionale uscente, e in generale sul disastroso risultato del centrodestra, che veniva da quasi 6 anni di governo della Regione.
E se esponenti come Mauro Febbo o Lorenzo Sospiri fanno la voce grossa in Consiglio regionale, vengono ora esclusi dai tavoli romani e da ipotetiche candidature al Parlamento proprio perché invisi a Pagano. Le liste, insomma, saranno solo di forzisti vicini al coordinatore regionale o che quantomeno stiano collaborando con lui.
Da questo conteggio, a oggi, sono esclusi i parlamentari uscenti, ex An o forzisti storici che siano, sui quali non è stato ancora fatto alcun tipo di pianificazione.
Ma le forze in campo potrebbero allargarsi ancora e le liste diventare sempre più strette.
In Abruzzo, infatti, si sono fatte largo voci che vorrebbero i parlamentari del Nuovo centro destra Paolo Tancredi e Filippo Piccone pronti a tornare in Forza Italia, soprattutto in considerazione del fatto che, secondo molti rumors politici, con nuove elezioni nazionali Ncd potrebbe dissolversi.
Interpellato da AbruzzoWeb su questo gossip, Piccone ha risposto affermando che “non è assolutamente vero, quella del ritorno in Fi è un’eventualità che non ho in programma. Se Ncd dovesse avere problemi – ha assicurato – lavorerò perché non ci siano la scomparsa o il ridimensionamento del partito. Se proprio sarà impossibile, mi guarderò intorno”.
Nel frattempo si è scatenata la corsa ai tesseramenti che, nei vari blocchi di potere, da sempre costituiscono uno strumento di competizione interna utile a “pesarsi” e ad accaparrarsi meriti da mettere in vetrina a Roma anche se, dai primi conti, non sembra ci siano più i numeri dei bei tempi.
È pur vero che chi “ha le tessere” per ora si “copre”, in attesa di poterle tenere come merce di scambio per mettersi in mostra.
Sempre frizioni ci sono, comunque, tra i vari livelli intermedi del partito. Da quanto si è appreso, la coordinatrice provinciale dell’Aquila, Antonella Di Nino, è in maretta con uno dei suoi 6 vice, Katiuscia Romano, quest’ultima del fronte legato all’ex assessore Gianfranco Giuliante e, quindi, agli ex An.
Curiosamente, sempre da quanto si apprende, la Di Nino non sarebbe stata invitata a Roma in una riunione complessiva dei coordinatori provinciali, peraltro poi saltata per il maltempo che ha colpito la Capitale. Alberto Orsini e Berardino Santilli
DI NINO E ROMANO: “NON E’ MARETTA MA DIALETTICA”
Dalla coordinatrice provinciale dell’Aquila di Forza Italia, Antonella Di Nino, e dalla vice coordinatrice, Katiuscia Romano, riceviamo e pubblichiamo:
“In merito alla notizia riportata sul vostro quotidiano web relativa alla presunta ‘maretta’ tra la coordinatrice provinciale di Fi Antonella Di Nino e la vice coordinatrice Katiuscia Romano si fa presente che tra le due non esiste alcun genere di problema e tanto meno alcuna ‘frizione’ esistendo in realtà esclusivamente una sana e costruttiva dialettica politica”.
“Non è assolutamente vero che non sono stata invitata, sono stata chiamata sia da Pagano che da Roma. Andiamo avanti in maniera coesa sull’attività di partito”, ha aggiunto la Di Nino in una dichiarazione. Prendiamo atto, anche se la “sana e costruttiva dialettica politica” fino a ora non ha prodotto alcunché a livello di partito regionale.





