L’AQUILA – Gli stracci volano anche sui social network, in Forza Italia.
Ad innescare la miccia la conviviale del senatore Antonio Razzi, che ha richiamato a Montesilvano (Pescara) centinaia di persone, tra simpatizzanti ed elettori, ma che è stata disertata dai vertici, coordinatore Nazario Pagano in testa.
“Si eclissi, lentamente quanto vuole, ma lo faccia”, è la stilettata lanciata su Facebook da Antonio Morgante, dirigente azzurro e nello staff di Gianni Chiodi quando era governatore, al parlamentare eletto per la prima volta in Svizzera dagli italiani all’estero, e oggi espressione del collegio abruzzese.
Passa qualche ora e Razzi risponde dalla sua pagina, linkando una clip con la celeberrima pernacchia di Eduardo De Filippo nell’Oro di Napoli con un lungo post. “Con o senza il senatore Razzi, creda, lei e quelli come lei, non avrebbero giammai alcuna possibilità di emergere da nessuna parte né a livello locale né tantomeno nazionale”.
“Lei ha sempre riconosciuto la necessità di fare spazio ai giovani (purché non interferiscano con gli ormai famosi ‘fatti suoi’) e, pertanto, dimostri a tutti i suoi malfidati e ingiusti detrattori che è capace di grandi gesti. Nobili azioni. Dia una mano al presidente Berlusconi nella necessaria e non più rinviabile strategia di rinnovamento”, scrive Morgante in un post fiume.
“Lei – continua – è una persona simpatica, ‘buca’ lo schermo. Non posso altresì negare che con la sua disarmante ingenuità riesce ad avere importanti relazioni nazionali e internazionali. È di sicuro un uomo forte, che si è (s)fatto da solo, raggiungendo importanti traguardi nella vita”.
“Ricordo a me stesso, che lei è stato eletto con molte preferenze nelle file del partito dipietrista e poi, folgorato sulla via di Damasco, con utile impeto responsabile, è diventato berlusconiano di ferro”.
“Nel 2013 è stato eletto in Abruzzo con le liste bloccate del Senato, grazie all’impegno e alla determinazione di tanti elettori forzisti che hanno fatto scattare il premio di maggioranza a favore di Forza Italia nella nostra regione”.
“Lei oramai i ‘fatti suoi’ se li è sistemati a vita…conceda a chi si è stufato di attendere chi possa rilanciare l’azione dei moderati di costruire una nuova Italia, dove si avrà sempre meno bisogno di eroi moderni alla Razzi, Scilipoti, Bondi… (quelli di altra estrazione politica li ometto volutamente)”.
“Non avendo lei nessuna quotazione né pubblica né privata – è la replica di Razzi a Morgante – respingo senza esitazione ogni suo tentativo di consigliare oppure di indicare alcunché che possa concernere la mia persona”.
“Tanto per essere pedagogicamente incisivi con tipologie di personaggi che lei caratterizza assai bene, basterebbe quella famosissima frase pronunciata dal celeberrimo Albero Sordi nel Marchese del Grillo a chiudere qui”.
“Non prima però di averle sferrato il fendente che la metta al cospetto del suo status quo deludente stando alle sue stesse parole. Si evince, senza tema di essere smentiti, la classica impotenza di chi, non potendo emergere per meriti e qualità aspetta che gli altri, di gran lunga avanti a lui ed inarrivabili, si facciano da parte dandogli la falsa speranza di prenderne il posto”.
“Non funziona in questo modo – continua il senatore – E a dimostrazione che non funzioni in questo modo sono le sue stesse parole assemblate però alla rinfusa fornendo, dopo una premessa che non la riguarda, una insalata mista di citazioni a partire da San Paolo passando per Kim Jong-un e finire con Crozza”.
“Si renderà conto – continua Razzi – anche lei che il suo scritto è drasticamente impietoso contro sé stesso specialmente alla luce della sottoscrizione in calce addirittura quale dirigente regionale di Forza Italia”.
“Lei capisce che la sua posizione è miserrima tanto da suscitare pena piuttosto che altro sentimento soprattutto pensando (sic!) che nelle file di Forza Italia siano presenti ‘dirigenti regionali’ di tale fatta. Francamente la sua considerazione avrebbe meritato, lei converrà sicuramente, ben altro tono e, siccome noi ci riteniamo persone troppo perbene per poterci permettere sconvenienze, non possiamo che ricorrere all’ausilio dell’arte per imporle universalmente un breve ma drastico stop alla sua boria”, conclude il senatore.






