CELANO – “Ed ecco a voi, Maria Stella Gelmini! Un applauso!”.

Più che un presidente regionale del maggiore partito del centrodestra, Nazario Pagano è parso un novello presentatore, e d’altronde il physique du role alla Pippo Baudo non gli manca, nell’ultima convention di Forza Italia a Celano (L’Aquila), dove è intervenuto l’ex ministro dell’Istruzione del governo Berlusconi a sostenere il candidato sindaco, Antonio Del Corvo.

E forse la carriera televisiva è la terza strada che Pagano, non rieletto nel maggio dello scorso anno in Regione e sempre più traballante come coordinatore abruzzese, potrebbe imboccare per avere successo, dopo quella di avvocato e di politico, lui che nella passata legislatura, è stato presidente del Consiglio regionale e anche della Conferenza delle assemblee legislative d’Europa (Calre).

Pagano sembra, infatti, sempre più isolato nell’intricato mosaico forzista in cui molte sono le correnti, molte le strategie e pochi, pochissimi i posti al sole a cui molti puntano per il futuro, segnatamente per le prossime elezioni politiche.

Una concorrenza spietata alla quale non pare vero poter banchettare su alcuni errori, giudicati marchiani da molti, compiuti dal coordinatore Pagano: su tutti, quello di aver nominato nuovi coordinatori-commissari provinciali nel giorno del voto alle elezioni per il rinnovo della Provincia dell’Aquila, al solo scopo, dicono in seno agli azzurri, di confermare all’Aquila la sulmonese Antonella Di Nino prima della prevedibile debacle, sostituendo invece le altre tre figure.

Operazione che è stata ammantata di avere un placet berlusconiano, anche se la conferma non è mai arrivata e sono, invece, arrivate parecchie smentite dagli spifferi della sede di via San Lorenzo in Lucina a Roma dove si sono tenute le bocche cucite per non rendere ancora più infuocato il già infuocato clima elettorale.

Stesso atteggiamento dei ‘nemici’ di Pagano in abruzzo, a partire dalla componente degli ex di Alleanza nazionale, guidata dal parlamentare Fabrizio Di Stefano e dai consiglieri regionali forzisti Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, che almeno per ora hanno sospeso gli attacchi fino a poco tempo fa quotidiani al loro presidente regionale.

E ancora, non ha pagato la strategia paganiana di puntare dritto alla nomina, non ancora ufficializzate, di vice coordinatori provinciali, figure non previste dallo Statuto e che, perciò, difficilmente potranno essere ratificate dal livello nazionale.

Forza Italia è chiamata a un weekend difficile in vista di elezioni regionali in territori-chiave che si annunciano quanto mai pericolose, e questo per paradosso ha concesso al leader abruzzese, non riconosciuto come tale da molte frange, una boccata d’ossigeno.

Il suo destino si deciderà dopo le elezioni, ma fin da ora appare segnato. Pubblicamente gli arrivano attestati di stima, anche nel sopraccitato evento celanese, ma dietro le quinte le frecciate anche avvelenate si sono sprecate.

E il nervosismo di Pagano appare palpabile, tanto che alla kermesse con la Gelmini si è rifiutato anche solo di volgere lo sguardo (figuriamoci salutare) al cronista di AbruzzoWeb, organo di informazione “reo”, evidentemente, di aver portato alla luce, dall’ombra dei corridoi della politica, il clima di contestazione, le critiche e il dissenso che attualmente serpeggia verso il presidente regionale.

Deve averla fatta davvero così grossa se Pagano, che conosciamo da molti anni, ha deciso di vietare il saluto al cronista anche al suo entourage, in particolare al suo collaboratore storico Emilio Palumbo.

A proposito di nervosismo, pare che Pagano sia riuscito a litigare anche il giorno della visita della Gelmini, che ha definito sua amica, arrivata in Abruzzo per comizi a Celano e Chieti, i centri più grandi dove si vota. (b.s.)