L’AQUILA – Un patto generazionale dei trenta e quarantenni che si stanno facendo largo come nuova classe dirigente, priorità ai temi programmatici, dialogo con la Lega e mano tesa all’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, anche se “tutti sono utili ma nessuno indispensabile”.

Forza Italia con un’intervista ad Abruzzoweb del deputato abruzzese Antonio Martino abbassa i toni dei giorni scorsi diventati molto tesi sulla scelta del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Abruzzo, quando tra gli azzurri e la Lega sono volate parole grosse: l’intervento “pacificatore” del segretario organizzativo regionale giunge al termine di una settimana convulsa iniziata proprio con un comunicato dello stesso Martino, che metteva fuori gioco la candidatura di Di Stefano, e proseguita con l’elezione del primo sindaco salviniano d’Abruzzo, Andrea Scordella a Silvi (Teramo) che ha fatto gonfiare il petto al coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma, nonostante la cocente sconfitta del centrodestra a Teramo, dove al ballottaggio i leghisti sono andati incontro a un flop, a differenza di Forza Italia che tra civiche di riferimento e lista di partito, come sottolineato da coordinatore regionale e senatore, Nazario Pagano, ha ottenuto oltre il 20 per cento dei consensi. 

Tensione salita alle stelle in una coalizione che è annunciata favorita ma che è troppo conflittuale, nel muro contro muro su chi dei due partiti debba esprimere il candidato governatore, con Bellachioma che a più riprese ha rivendicato la scelta del candidato, con Pagano che ha dato del “neofita” al collega leghista, per finire all’ex assessore regionale del Popolo delle libertà Gianfranco Giuliante, responsabile regionale dei dipartimenti della Lega, che per tutta risposta ha apostrofato il forzista come “bullo”, rinfacciando a Forza Italia la sconfitta a Teramo.

“La cosa più importante ora è provare a trovare le idee del programma per una regione che venga adeguatamente rilanciata”, spiega Martino, imprenditore alla sua prima esperienza politica.

“Forza Italia il 14 luglio a Pescara farà gli stati generali per mettere a disposizione della comunità politica del centrodestra una piattaforma di idee che sia alla base di un programma elettorale importante”.

Ma, assicura, “non annunceremo candidati ma idee per la regione, speriamo di conquistare la fiducia degli alleati con idee vincenti, abbiamo ambizioni di confronto sfidandoci sui programmi. Allo stesso a Di Stefano rivolgo l’invito ad essere partecipe di questa fase programmatica, forse è stata male interpretata la mia posizione, ma non è stato né un niet né una bocciatura, anche lui ha un posto di rilievo in questo percorso”.

Ed ecco l’invito “pacificatore”: “Non è il momento di fare polemiche, l’avvicinarsi dell’estate rende tutti più nervosi ma è il momento di lavorare, non ho intenzione di essere di ostacolo ma di essere propositivo, starei ai temi e non alle indiscrezioni, se il quadro nazionale non cambia c’è un centrodestra che regge nei territori e in Abruzzo dovrà esserci un centrodestra unito, non sarà il nome ad essere un limite alla coalizione, chiunque sarà, sarà condivisione di tutti”, aggiunge il deputato eletto nel collegio uninominale della provincia dell’Aquila con uno scarto del 12 per cento rispetto al candidato pentastellato Giorgio Fedele.

“Cosa dico a Bellachioma e Giuliante? Non rispondo alle polemiche, con la Lega ci dobbiamo confrontare sulle visioni programmatiche”, chiarisce, “oggi il problema del nome di chi debba essere il candidato presidente deve essere messo un passo indietro rispetto al programma”.

In un conteso del genere, si inserisce il passaggio generazionale, la formazione di una nuova casse dirigente con l’appello ai trenta-quarantenni, che “al netto delle casacche di appartenenza facciano sentire la loro voce. Penso a Pierluigi Biondi, Emanuele Imprudente, Luigi D’Eramo, Lorenzo Sospiri, Emilio Iampieri, Guido Liris, lo stesso Paolo Gatti“, aggiunge Martino, “non voglio escludere nessuno, potrebbe essere una bella risposta di novità e un bel messaggio di rinnovamento”.

Martino dà uno sguardo anche alla data delle elezioni (prossimo autunno o scadenza naturale della legislatura, nella prossima primavera), argomento non di secondo piano rispetto alla strategia di una coalizione che mira a vincere e mandare a casa il centrosinistra.

“Se entro luglio la Giunta per le elezioni del Senato non si esprime sulla presunta incompatibilità del governatore-senatore, Luciano D’Alfonso“, fa osservare Martino, “non si fa in tempo a votare a fine anno ma si voterà a primavera 2019, approfittiamo quindi per discutere di programmi, di che visione abbiamo per il turismo, per l’ambiente, per le imprese, che vocazione deve avere questa terra di cerniera tra nord e sud”.

“Parlare ora di nomi non è auspicabile”, insiste Martino, “capisco le reazioni che ci sono state ma porgo l’altra guancia, le ambizioni di chi da tanti anni fa politica sono comprensibili, come il fatto che magari abbia un modo di fare diverso dal mio, ma alle provocazioni rispondo lavorando, reputo che se si lavora sui temi si possono ricomporre le fratture, ritengo di essere utile a delineare le idee della regione che verrà”.

“Gli emendamenti di Pagano al decreto terremoto sono stati i più ficcanti e operativi, anche se alla fine il governo ha deciso di non accoglierli, ma stiamo lavorando e credo che il compito importante che ci hanno affidato gli elettori sia questo, sia io che Pagano stiamo lavorando per dare risposte alla gente”, aggiunge.

“La prossima settimana incontrerò gli operatori sciistitici per lavorare allo skypass unico, adeguandoci alle regioni del nord ispirandoci a Dolomiti Superski, per portare l’esempio virtuoso del Trentino in Abruzzo”, dice ancora Martino, imprenditore che, tra le altre cose, possiede un ristorante proprio a Cortina d’Ampezzo (Belluno), “il nostro territorio è molto più bello di altri ma alcuni strumenti sono indispensabili per renderlo attrattivo”.