L’AQUILA – Forza Italia è appena rinata in Abruzzo ma già si spacca sulle poltrone di vertice, in particolare nell’Aquilano: un territorio che si porta dietro una guerra che nasce dal passato, sgradita eredità del Popolo della libertà devastato dalle faide.

I duelli partono già dal massimo livello regionale, con la sfida sulla leadership della nuova creatura che vedrà quasi certamente fronteggiarsi quello che era coordinatore vicario pidiellino, il deputato Fabrizio Di Stefano, proveniente da Alleanza nazionale, e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, vicinissimo a Silvio Berlusconi e forzista storico.

A sollevare il vespaio un comunicato diffuso in piena crisi-lampo all’interno dell’amministrazione provinciale aquilana guidata da Antonio Del Corvo, firmato da Alfonso Magliocco ed Emilio Iampieri, che si sono definiti entrambi “coordinatore provinciale” di Forza Italia, l’uno per L’Aquila e l’altro per la Marsica.

Un outing che sulla rete sociale di Facebook ha provocato le ire di Antonio Morgante, marsicano, segretario generale della presidenza della Regione Abruzzo, in piena corsa per una candidatura come consigliere alle elezioni regionali sempre più vicine.

“Vorrei evidenziare che tutte le carice dell’ex Pdl sono state azzerate e quelle nuove di Forza Italia non ancora attribuite – ha puntualizzato facendo riferimento al tabula rasa del 25 ottobre – Vero Emilio Iampieri e Alfonso Magliocco?”, ha scritto, premurandosi di ‘taggare’ i due chiamati in causa e quindi facendo in modo che leggessero la sua recriminazione.

Magliocco e Iampieri non hanno fin qui replicato, né con comunicati stampa e nemmeno in pubblico sul social network, mentre non è dato sapere che cosa sia accaduto in privato. Qualche ora dopo, comunque, il post di Morgante è misteriosamente sparito dalla sua bacheca.

Ad accalorare ancora di più gli animi ci ha pensato un passaggio dell’intervista ai microfoni di AbruzzoWeb dell’assessore regionale Gianfranco Giuliante, ex An, mentore di Magliocco, tra i più accalorati fautori della nuova Forza Italia, tanto da organizzare quello che è divenuto il primo evento pubblico italiano del nuovo partito, il 17 novembre scorso con Altero Matteoli, ex An pure lui, il giorno dopo la rifondazione ufficiale di Fi.

Proprio in quell’occasione all’Archivio di Stato, sul tema scottante degli incarichi Giuliante c’era andato con i piedi di piombo, senza sbilanciarsi: “Stiamo parlando di coordinatori del Pdl che è stato azzerato. Nella nuova Forza Italia esiste in questo momento la necessità di riscrivere la nuova classe dirigente e perlomeno a oggi tutti i soggetti che avranno aderito avranno il compito di gestire in questa fase il partito”, aveva azzardato.

Ma solo 15 giorni dopo, abbandonato il fioretto, Giuliante ha brandito la sciabola. “Abbiamo indicazioni che vengono dal livello nazionale – ha detto nello studio di AbruzzoWeb – Tutti coloro i quali erano stati eletti e sono rimasti in Forza Italia continuano a mantenere gli incarichi che avevano”.

Di qui la nuova “geografia del potere” snocciolata dall’assessore che la dà per scontata ma farà certo discutere: “Di Stefano continua a essere un riferimento a livello regionale, laddove Filippo Piccone è andato via (con gli alfaniani di Nuovo centrodestra, ndr); c’è nella federazione marsicana Emilio Iampieri che era vice presidente e che, rimasto in Fi, continua a svolgere il suo ruolo; c’è in provincia dell’Aquila Alfonso Magliocco che era presidente provinciale e continua a svolgere il suo ruolo”.

Già che c’era, Giuliante non si è lasciato sfuggire l’occasione per riaprire una ferita in verità mai rimarginata in seno al Pdl aquilano, quella del coordinatore comunale.

All’inizio del 2013 il gruppo giuliantiano, con il placet del vice coordinatore Di Stefano, aveva lavorato alla nomina di Roberto Santangelo. Ma in piena campagna elettorale per le Politiche, lo scorso 7 febbraio, Piccone aveva annunciato la nomina di Guido Liris, assessore provinciale, capogruppo in Consiglio comunale aquilano.

Una nomina mai accettata dalla fronda, che l’aveva definita “delirio di onnipotenza”, e ora che Piccone non c’è più e le regole sono da scrivere, il duello si ripropone, dov’era e com’era.

“A livello comunale è rimasta la strutturazione che c’era prima – la dichiarazione in video di Giuliante – quindi Roberto Santangelo è il segretario comunale di Forza Italia. Le ragioni di Piccone, che sin da quel momento erano poco convergenti rispetto alla dinamica aquilana, hanno poi avuto uno sviluppo altro quando ha deciso di aderire a Nc”.

A complicare ulteriormente il quadro, il distinguo fatto da Liris (e dal suo collega di Giunta e di gruppo consiliare comunale Roberto Tinari) rispetto ai consiglieri provinciali di Fi, come riportato dal presidente Del Corvo sempre a questo giornale: “Liris e Tinari hanno dichiarato di aver aderito a Forza Italia ma di non riconoscersi nel gruppo guidato in Consiglio da Gianluca Alfonsi”.

Ieri in una nota è arrivata la nuova staffilata giuliantiana, “riteniamo corretto che l’assessore Liris debba chiarire immediatamente la propria posizione” e “risibile affermare che si aderisce a Forza Italia ma non all’espressione consiliare di questo partito”.

Si attende ora la replica del giovane assessore, se ci sarà, e una decisione dei vertici regionali a dirimere il caso in via definitiva. Ovviamente una volta che saranno stati ufficializzati.