PESCARA – Se il Partito democratico è alle prese con la convocazione di un congresso regionale che slitterà per motivi poco chiari, problemi di questo genere non toccano al momento Forza Italia, per un semplice fatto: congressi regionali non se ne faranno, né ora né mai.
Il segretario in carica, l’ex presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, è stato infatti nominato direttamente dal presidente nazionale del partito, Silvio Berlusconi, che può revocarlo se e quando ritiene opportuno.
Con buona pace della fronda interna contro Pagano, accusato di essere responsabile della disfatta alle ultime elezioni regionali, capeggiata dall’ex assessore Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigilanza a palazzo dell’Emiciclo, che però negli ultimi tempi, dopo i fuochi d’artificio di luglio, e la conquista di una poltrona importante, sembra essere rientrato nei ranghi.
Ciò non significa che nel partito del centrodestra sia tutto rose e fiori e che il conflitto latente tra i tanti personalismi e signori del consenso non riesploda alla prima occasione. Per esempio, con la necessità di consolidare la struttura territoriale di un partito nato, o meglio risorto, nel dicembre 2013.
“In questi giorni e fino al 30 ottobre – spiega lo stesso Pagano ad AbruzzoWeb – stiamo procedendo alla campagna di tesseramento. I nostri iscritti sono meno di mille, dobbiamo recuperare al partito le tantissime adesioni del disciolto Popolo della libertà. Un passaggio importante perché dobbiamo assolutamente avvicinarci alla gente, favorirne il coinvolgimento diretto”.
Il tesseramento farà da preludio ai congressi comunali, che si svolgeranno tra dicembre 2014 e febbraio 2015.
In questa sede si eleggeranno i coordinatori comunali e i delegati per i congressi provinciali, che eleggeranno i nuovi coordinatori provinciali, che sostituiranno quelli in carica, nominati direttamente dal presidente Berlusconi. I congressi si svolgeranno senza fretta, nell’autunno 2015.
“Forza Italia è un partito leaderistico, io stesso sono espressione sul territorio del partito nazionale, che detta la linea”, tiene a sottolineare Pagano.
Insomma chi ha orecchie per intendere intenda, a cominciare dai malpancisti del partito: chi contesta il coordinatore regionale contesta Berlusconi.
“Le polemiche sono comunque rientrate, con Febbo si è convenuto che non si dovranno mai più lavare i panni sporchi in piazza – assicura – Sono state le liti intestine del resto ad aver concorso alla nostra sconfitta. D’ora in avanti la nostra mission è dare un immagine unitaria, e di proseguire nel dialogo costruttivo con gli altri partiti del centro destra per trovare convergenze e prospettive di unità”. Filippo Tronca






