L’AQUILA – “Il Gran Sasso è un Parco nazionale o un luna park di quart’ordine?”.
Se lo domandano gli ambientalisti della Stazione ornitologica abruzzese (Soa), dopo che hanno fatto il giro del web le foto del degrado in cui versava, domenica all’alba, l’area di Fonte Vetica che nel weekend ha ospitato un motoraduno: piatti di plastica e sporcizia di ogni genere tra i tavoli e sul prato intorno al famoso ristoro Mucciante.
“Da tempo si ripetono gli allarmi per il vero e proprio far west estivo che va in scena da qualche anno nella piana di Campo Imperatore e, purtroppo, non sono remake dei film famosi girati in loco”.
“Questa volta un motoraduno svoltosi nel fine-settimana presso il bivio di Fonte Vetica ha superato ogni limite come testimoniano foto e video pubblicati su youtube (ad esempio: https://www.youtube.com/watch?v=UWbMGqSi778. Ci sono molti altri video che abbiamo provveduto anche a scaricare e salvare che documentano comportamenti vietati in un parco)”.
“Moto che scorrazzano e vengono parcheggiate sulle preziose praterie per la cui tutela l’Ente Parco del Gran Sasso sta spendendo anche molti denari dei contribuenti con progetti europei Life; un accampamento che diventa un campeggio ‘fai da te’ sulle medesime praterie – prosegue la nota della Soa – Uso dei droni che in un parco dovrebbero essere vietati per il disturbo che arreca alla fauna. Addirittura in un video si vedono fuochi artificiali, anch’essi sottoposti ad autorizzazione del Parco che ovviamente non potrebbe darla in un luogo così delicato”.
“La mattina dopo di mattina presto ai visitatori si è presentata una scena degna di un film di Ciprì e Maresco, con rifiuti ovunque trasportati dal vento e alla mercè dei cavalli”.
“Non vogliamo immaginare la gestione dei cosiddetti ‘bisogni’ di tutte queste persone – aggiunge la Soa – Crediamo che sia venuto il tempo di farla finita con le dichiarazioni sul turismo sostenibile che davanti a queste immagini si rivelano per quello che sono: slogan vuoti”.
“Il presidente Tommaso Navarra come giudica queste immagini? Cosa intende fare per tutelare la biodiversità e garantire un decoro a chi vuole visitare un Parco nazionale senza vedere queste scene?”.
“Quello che stiamo verificando è solo una fruizione indecorosa che sta respingendo le persone che vogliono visitare questi luoghi in silenzio, in punta di piedi. Basta legge i commenti sui social”.
“Tra l’altro anche nei video si può osservare chiaramente come è ridotto il cotico erboso. C’è una sterminata bibliografia scientifica che testimonia i danni ambientali arrecati dal calpestio su habitat come questi tutelati addirittura a livello europeo. Non sono semplici ‘prati’: sono comunità erbacee estremamente importanti e protette da leggi, almeno sulla carta. In molti punti si inizia a vedere il terreno scoperto che in ambienti così estremi con le precipitazioni viene eroso e dilavato facendo diventare molto difficile il reinsediamento delle piante”.
La Stazione ornitologica abruzzese richiama le autorità preposte ad assicurare “ordine e rispetto delle regole già esistenti, a partire dal divieto di campeggio al di fuori delle aree all’uopo destinate; l’organizzazione della fruizione in maniera regolamentata; una sorveglianza costante”.
“Il turismo non è un assalto selvaggio. Nel piccolo Tibet si va per fare escursioni nel silenzio, non per sentire un frastuono degno di una periferia. Bisogna organizzarlo in maniera decorosa. Quando si arriva in un parco bisogna pensare di trovarsi in un giardino, non in un parcheggio”.
“Abbiamo ricevuto queste foto stamattina. Ovviamente scriveremo una lettera di fuoco a tutti gli enti e all’Unione Europea. Ci stavamo già muovendo per la fruizione incontrollata sul fiume Tirino. Ora aggiungeremo, purtroppo, Campo Imperatore”.



