L’AQUILA – “Se Giovanardi la smettesse di fare incursioni improvvide sulla vicenda aquilana ne guadagneremmo tutti. Le sue dichiarazioni sono molto gravi”.
La senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane replica così alle affermazioni fatte qualche giorno fa ad AbruzzoWeb dall’ex sottosegretario Carlo Giovanardi che ha telefonato a questo giornale per dire la sua in relazione agli 8,9 milioni di euro destinati dal governo a interventi sul sociale.
Risorse bloccate da alcuni ricorsi amministrativi, tra i quali quello fatto dal Comune dell’Aquila e che attende il pronunciamento del Consiglio di Stato, secondo grado della giustizia amministrativa.
Attorno a questi fondi ruota anche un’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo per tentata truffa che vede sotto accusa Gianfranco Cavaliere e Fabrizio Traversi, imputati nel processo ancora in corso, e ha visto indagato anche il vescovo ausiliare dell’Aquila, monsignor Giovanni D’Ercole, poi assolto.
A Giovanardi, che aveva insinuato una volontà di ostacolare l’associazionismo da parte del Comune aquilano, la Pezzopane replica: “È un’affermazione molto grave. Le cooperative erano state costituite per gestire alcune strutture, ma è noto che per qualsiasi affidamento gli enti pubblici avrebbero dovuto procedere con gare pubbliche – sbotta – Quindi l’operazione qual era? Far prendere i soldi ai Comuni che poi dovevano affidare il servizio a queste associazioni? Un presupposto di affidamento diretto, quindi, che è una cosa molto grave. Siamo all’illegalità e al clientelismo”.
Riferendosi al presunto tentativo di truffa di Traversi e Cavaliere, l’assessore aggiunge: “L’idea che qualcuno abbia invitato dei giovani illudendoli e millantando la possibilità di un lavoro è un’azione molto grave e questi ragazzi dovrebbero rivalersi contro chi l’ha messa in atto”.
“Noi non abbiamo bloccato nulla – aggiunge – eravamo pronti con i progetti e ne abbiamo mandati tanti. La colpa è della modalità irregolare con cui è stato fatto il bando”.
La senatrice democrat non smentisce del tutto il tentativo di pressing in atto sul Comune per farlo desistere dall’andare avanti con il ricorso al Consiglio di Stato. “Il ministero ci ha chiesto di interloquire , ma il mero ritiro del ricorso non vede per ora il Comune trarre alcun beneficio”.
L’amministrazione aquilana aveva riscontrato una serie di illegittimità, tra le quali lo scarso peso dato dalla commissione alla sostenibilità economica degli interventi proposti e, di conseguenza, l’attribuzione di un minor punteggio ai progetti esclusi.
“Chiedevamo l’azzeramento della graduatoria e la riorganizzazione dei fondi. L’esito del bando ha infatti premiato alcuni progetti previsti in zone del cratere meno colpite e ha escluso quelli presentati dal Comune dell’Aquila, come strutture indispensabili per i progetti C.a.s.e.”.
Superato questo momento di assestamento del nuovo governo, “riprenderemo il confronto con il governo”, annuncia.



