L’AQUILA – Due finanziamenti senza bando e a discrezione, tra i 1.200 del maxi-emendamento alla legge di Bilancio da 12 milioni di euro, approvato la notte del 30 dicembre, a “due liste elettorali nella provincia di Pescara, contro la legge dello Stato, che vieta il finanziamento pubblico ai partiti. Dazioni da decine di migliaia di euro.

La denuncia già oggetto di una interrogazione parlamentare, è stata oggi reiterata in una conferenza stampa a Sulmona dal deputato del Pd, Luciano D’Alfonso, ex presidente di Regione. Nomi non ne fa, D’Alfonso, ma dà l’ultimatum a venerdì, volto a ritirare le dazioni, perché “credo nel ravvedimento operoso”, altrimenti “andrò in Procura”.

Alla “spartizione hanno partecipato con un accordo bipartisan sial maggioranza, con 30o mila euro per ciascun assessore e consigliere, che le opposizioni del centrosinistra, compreso il partito democratico, e Movimento 5 stelle, con 200 mila euro a consigliere.

Parole durissime poi sui fondi a piaggia erogati senza istruttorie dal consiglio regionale, in un “mercato delle vacche”, con una “carovana documentale dove si accoglie tutto, come fosse acqua piovana”, “dazioni da latteria”, “senza par condicio”, “un ritorno alla stagione dei fondi Pop”.

“Il Bilancio regionale adottato – ha detto ancora D’Alfonso -, modificato e approvato rocambolescamente nella notte del 30 dicembre 2022, sarebbe rimasto tecnicamente indefinito nonostante l’intervenuto voto formale, proprio per la creativa ma discussa copertura donativa a pioggia per le misure finanziarie insorte e inserite, senza alcuna reale e trovabile istruttoria ad opera degli uffici competenti”.

“Con un atto di sindacato ispettivo – ha poi detto D’Alfonso -si è chiesto al Governo se intenda adottare iniziative speditive di carattere normativo e amministrativo per rendere più stringente la riconoscibilità dei finanziamenti anche nell’ambito delle elezioni regionali e affinché siano rispettati da tutti i soggetti che sostengono le campagne elettorali l’obbligo di trasparenza e i doveri dettati dalla disciplina sul finanziamento delle elezioni. È fondamentale ricordare che se i Comuni finanziati meritano sempre ogni sorta di ausilio, per le soggettività associative ogni livello dell’Ordinamento prima di elargire finanziamenti è tenuto a rispettare la legge n. 241 del 1990, che pone obblighi inderogabili di par condicio istruttoria e di memoria remota documentale, che nel caso della Regione Abruzzo in esercizio sono totalmente inosservati”.