L’AQUILA – Fondi Giovanardi: nuova puntata della querelle che si trascina ormai da due anni.

Il Comune dell’Aquila, infatti, ha deciso di riccorrerel al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar Lazio del 26 luglio scorso che ha bocciato il ricorso proposto dall’Ente in merito alla gaduatoria per l’assegnazione dei fondi messi a disposizione all’indomani del simsa del 2009 dall’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. 12 milioni in tutto, di cui 3,9 utilizzati per la ristrutturazione della casa per anziani ex Onpi mentre i restanti 8,9 milioni furono messi a bando con l’elenco dei beneficiari approvato con il decreto 77 del 2011 del Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi. L’istruttoria fu fatta da una commissione composta da tre membri, due di nomina governativa e uno designato dallo stesso Chiodi, nella persona del suo capo segreteria, Antonio Morgante

L’Amministrazione del capoluogo presentò cinque progetti, di cui solo uno ottenne il finanziamento mentre altri sei Comuni riuscirono ad ottenere il via libera per il progetto proposto:  Bugnara e Cucullo (349.860 euro),  Cagnano Amiterno, Capitignano, Campotosto e Montereale (3,5 milioni), quello dell’Aquila (un milione), Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Ovindoli (1.069.824 euro), di Capestrano e Villa Santa Lucia degli Abruzzi (327.832 eruo) e quello di Acciano, Barisciano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Fagnano Alto, Ocre, Poggio Picenze, Tione degli Abruzzi e Tornimparte (3,5 milioni). L’entità dei finanziamenti, comunque, sarebbe stata rimodulata in virtù dell’eccedenza delle richieste.

Erano rimasti esclusi, invece, altri quattro progetti presentati dall’amministrazione comunale del capoluogo.

Il Comune dell’Aquila aveva eccepito una serie di illegittimità, tra cui l’astensione dalla partecipazione ai lavori della commissione di Morgante, i tempi particolarmente brevi in cui l’organismo avrebbe operato, pur in presenza di 32 proposte presentate, il fatto di aver consentito a sanatoria lo sottoscrizione dei progetti da parte del sindaco o del legale rappresentante, lo scarso peso dato dalla commissione alla sostenibilità economica degli interventi proposti e, di conseguenza, l’attribuzione di un minor punteggio ai progetti esclusi. Ragioni per cui venne chiesto l’annullamento della graduatoria. Richiesta bocciata dai giudici amministrativi: nella seduta del 3 agosto scorso la Giunta prese atto della sentenza sfavorevole, autorizzando l’avvocatura comunale a prporre appello al Consiglio di Stato.

Un passo compiuto con voto unanime dell’esecutivo comunale, che ha rimarcato come il ricorso sia stato proposto “poichè in tale graduatoria – è scritto nella delibera – risulta ammesso a finanziamento uno solo dei cinque progetti presentati dall’Amministrazione comunale, tra l’altro collocato in una posizione che non assicura la concreta percezione del beneficio”. Giorgio Alessandri