PESCARA – “Se entro il 28 settembre non verrà fissata almeno la data dell’incontro tra la Regione e il governo, per definire tempi e modi di sblocco dei fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), Pd e sindaci, il giorno dopo, si daranno appuntamento davanti a Palazzo Chigi. I primi cittadini convocheranno lì le rispettive sedute del Consiglio comunale, per far valere le proprie ragioni”.
A dirlo, stamani, Camillo D’Alessandro, capogruppo regionale del Partito democratico.
“Sul Patto dello sviluppo, siamo in linea con il pensiero di Confindustria – ha sostenuto D’Alessandro – Dopo cinque mesi si è ancora in attesa del confronto nazionale per capire come e quando, nella nostra regione, verranno distribuiti i fondi Fas, che ammontano a 610 milioni di euro”.
D’Alessandro ha anche criticato la scelta di non inserire l’Abruzzo nel Piano per il Sud: “Non so se sia stata una decisione presa dai parlamentari, da Gianni Chiodi, o dal governo. Anche il Molise e la Basilicata, come noi, erano fuori dall’Obiettivo 1 ‘Convergenza’, eppure, loro, i fondi del Piano li hanno ottenuti. Mi auguro che, durante la tre giorni del Pdl a Rigopiano, venga analizzato e rivisto questo punto”.
Il capogruppo del Pd ha poi espresso la propria preoccupazione per la situazione economica della nostra regione: “Quando il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) approverà i fondi Fas, ne sbloccherà immediatamente soltanto l’8 per cento. Pochissime risorse, quindi, che non consentiranno di definire progetti rilevanti. Temiamo uno spostamento delle imprese nelle Marche e nel Molise”.
A manifestare il proprio disappunto per la vicenda, anche Marinella Sclocco, consigliere regionale del Pd: “Il governo regionale è incapace di farsi valere a livello nazionale sul fronte dei fondi Fas, così come, precedentemente sulla ricostruzione post-sisma. Questa situazione, insieme all’alto tasso di disoccupazione e alla manovra economica in arrivo, potrebbe ripercuotersi negativamente sulle famiglie abruzzesi”.






