L’AQUILA – “Sul patto per l’Abruzzo e la reale disponibilità delle risorse Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) assegnate, si sta rischiando che il problema non venga dal nuovo Governo, ma da quanto ci ha lasciato in eredità quello precedente”.
Lo ha dichiarato il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Italia dei valori Abruzzo, e capogruppo in Commissione Bilancio al Senato, in relazione al clima di incertezza sulla riconferma, da parte del nuovo Governo, delle risorse Fas assegnate all’Abruzzo.
“La delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), di assegnazione delle risorse – ha spiegato il senatore – che è attualmente ancora alla firma della Corte dei Conti, potrebbe infatti essere modificata o peggio revocata con un nuovo provvedimento che da indirizzi economici diversi, per il semplice fatto che il ministero dello Sviluppo Economico ha omesso di allegare alla legge di bilancio che è diventata nel frattempo legge dello Stato, la relazione motivata e quantificata delle risorse da destinare alle aree sottoutilizzate, con la ripartizione per singole regioni”.
“In parole semplici – spiega – i 600 milioni di risorse Fas destinati all’Abruzzo non sono stati recepiti in nessun atto programmatorio con valenza di legge. Una omissione, a mio giudizio, non casuale, visto che sia nel corso dei lavori in Commissione Bilancio, sia nell’aula del Senato, ho ripetutamente sollecitato che si rimediasse a questa grave carenza, che violava l’art. 21 della legge di contabilità, mancanza riconosciuta dallo stesso sottosegretario Antonio Gentile in rappresentanza del Governo, come risulta dagli atti parlamentari”.
Secondo Mascitelli “appare disarmante la sottovalutazione di questo importante aspetto, mentre in Abruzzo si continua da parte di tutte le associazioni di categoria a richiamare le forze politiche a fare presto, in modo concreto e con tempi certi”.
“Delle due cose – precisa – l’una, o il Governo nazionale voleva lasciarsi le mani libere per successivi ripensamenti, come era già accaduto in passato per i protocolli di intesa firmati dal ministro Matteoli, oppure voleva lasciare mani libere a chi doveva succedergli dopo pochi giorni”.
“In entrambi i casi – conclude il segretario Idv – la nostra regione deve tenere ancora più che mai alta l’attenzione”.




