L’AQUILA – “Stiamo facendo un lavoro enorme, davvero enorme, ed entro la fine del mese di ottobre saranno liquidati tutti i fondi ai Poli di innovazione e ai progetti di ricerca”.
Lo assicura il dirigente del Servizio ricerca e innovazione industriale della Regione Abruzzo, Nicola Commito, dopo le rimostranze delle imprese che hanno denunciato ritardi nei pagamenti per le attività cofinanziate con i fondi europei Fesr 2007-2013.
“I ritardi sono innegabili, ma li stiamo recuperando – ammette il dirigente ad AbruzzoWeb – Un fatto positivo, che si dovrebbe considerare e di cui anche le imprese sono a conoscenza, è che stiamo correndo come i matti tenendo conto del processo di riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione, che ha portato ritardi di cui le aziende sono consapevoli, e che non è ancora del tutto compiuto”.
Certo, afferma Commito, “alcune documentazioni sono state lacunose”, ma da parte degli uffici si sta “adottando la politica di mettersi dalla parte dell’impresa interagendo con esse”.
Per dare un’idea della mole di lavoro, il dirigente fornisce alcuni dati: 32 mila documenti da esaminare, 150 progetti di ricerca che coinvolgono più di 300 imprese, costituiti ciascuno da 2 o 3 faldoni. Arrivano a costituire 12 o 13 faldoni, invece, le documentazioni di ciascuno dei 13 Poli d’innovazione, ai quali va mediamente 1 milione di euro.
Insomma, “metri cubi di carta per i quali è stato necessario reperire nuovi locali per l’archiviazione”. Ben 25,7 milioni di euro in tutto, di cui oltre 10 in fase di rendicontazione mentre gli altri attraverso acconti e stati di avanzamento intermedi: “Due settimane fa – dice Commito – restavano da pagare circa 4 milioni, ma il dato si aggiorna giorno per giorno”.
“I finanziamenti sono in compartecipazione ma il controllo – spiega il dirigente – è sull’intero progetto, quindi su importi molto maggiori”.
“A luglio, quando è stata costituita la speciale task force composta da 12 persone, la prospettiva era complessa – racconta ancora – e solo l’implementazione del personale ha consentito di andare avanti. Fino ad allora, con un regime ordinario non saremmo stati in grado di chiudere entro settembre”.
Poi, l’impegno del personale, “a lavoro anche il pomeriggio e la sera e senza ferie ad agosto”, ha permesso “anche in modo inaspettato”, di arrivare alla scadenza del 30 settembre con il lavoro in gran parte concluso: “A quella data abbiamo istruito più del 90 per cento delle pratiche, ora sono rimaste quelle più difficoltose”.
Ai Poli, spiega il dirigente, si aggiungono i progetti di ricerca, ai quali per motivi procedurali è stata data la priorità e le cui imprese sono state pagate quasi del tutto.
Commito spiega come si tratti di “una materia complessa mai affrontata prima, non è che si compra una macchina, si presenta la fattura e si viene rimborsati, sono progetti molto complessi”.
Per il finanziamento, quindi, “si inizia con una fase istruttoria, di cui si è occupata la speciale task force, che prende in esame la documentazione prodotta, dettagliatamente la compatibilità tra la spesa e la coerenza con il progetto – dice il dirigente – si prosegue con un controllo di primo livello che ripete lo stesso processo, nel frattempo in base a quanto previsto dal bando arriva l’ok del Comitato di valutazione”.
“Infine la pratica torna all’ufficio Servizio ricerca e innovazione industriale che deve acquisire le ultime certificazioni, come il Durc e il certificato antimafia, e compiere adempimenti per arrivare a definire l’atto di pagamento che poi viene inoltrato alla Ragioneria”, conclude.





