L’AQUILA – L’Italia come modello da seguire per il contrasto alle irregolarità, alle frodi e alla corruzione, che passa attraverso la piattaforma giuridica in comune per tutti i Paesi dell’Unione europea e il rifinanziamento del programma Ipa (Instrument for pre-accession assistance) Adriatic-Cross-border cooperation.
Questi i temi centrali convegno che si è tenuto questa mattina all’Aquila, all’auditorium Piervincenzo Gioia a palazzo Silone, il primo a livello europeo su questi argomenti.
Il programma Ipa, con un budget di oltre 300 miliardi di euro in tutta Europa, ha finanziato più di 100 progetti, coinvolgendo quasi 900 beneficiari e 191 associati.
Durante l’incontro è stato istituito un tavolo tecnico con tutti gli addetti ai lavori: l’autorità di gestione del programma Paola Di Salvatore, il sottosegretario di Stato uscente con delega alla Giustizia e ricandidata alle prossime elezioni del 4 marzo con il centrosinistra Federica Chiavaroli, il presidente della Corte dei Conti sezione affari comunitari e internazionali Ermanno Granelli, il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Chieti Francesco Testa, il Comandante del nucleo della Guardia di finanza per la repressione delle frodi nei confronti dell’Unione europea presso la presidenza del Consiglio dei ministri Francesco Attardi, il dirigente dell’ufficio dell’ispettorato generale per i Rapporti finanziari con l’Unione europea del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef-Igrue) Saverio Romano e il vice presidente della Regione di Tirana, in Albania Bora Panajoti.
A portare i saluti della Regione Abruzzo, in rappresentanza del presidente Luciano D’Alfonso, impossibilitato poiché in visita a Roma, il consigliere regionale Luciano Monticelli, che ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti e in particolare la Guardia di finanza “per lo straordinario lavoro svolto nella lotta agli illeciti”.
“Oggi uno dei punti cruciali all’interno del Parlamento europeo è la tutela degli interessi finanziari, che non può avvenire soltanto quando ci sono delle irregolarità che impattano sui bilanci pubblici, ma la vera tutela si attua con un’azione di prevenzione, attraverso la formazione del territorio, formare le amministrazioni pubbliche sul corretto utilizzo dei fondi – ha spiegato la Di Salvatore – L’Italia deve essere un esempio di virtuosismo nell’utilizzo dei fondi europei, con una serenità di condivisione tra le piccole e medie imprese; solo con la formazione si può prevenire l’illegalità”.
“I giovani non devono avere paura a utilizzare i fondi europei, devono essere formati sulla correttezza della rendicontazione – ha aggiunto – Solo nel periodo 2014-2020 sono stati stanziati 370 miliardi di euro sui progetti di operazione territoriale e io credo fortemente che anche l’Abruzzo possa essere titolare di progettualità e virtuosismi nella rendicontazione”.
Sull’Italia come modello nella lotta alla corruzione e all’illegalità in genere, ha insistito anche il sottosegretario alla Giustizia. “Il nostro Paese può dare un importante contributo su questi temi – ha sottolineato la Chiavaroli – noi italiani parliamo troppo spesso di quello che non funziona, ma non riusciamo a essere orgogliosi di quello che, invece, ci invidiano e ci copiano all’estero, quindi mi auguro che anche attraverso questi programmi i cittadini possano prendere consapevolezza di ciò che possediamo e possiamo esportare nei Paesi dell’Unione”.
“Capitalizzare le buone pratiche del sistema italiano nell’Unione europea e nei Paesi di pre-adesione, contestualmente al rinnovo del finanziamento del programma Ipa, potrebbe essere un passo importante e necessario. I crimini in questo settore si sono sviluppati insieme all’iter che hanno seguito i trattati europei; frodi e illegalità crescono di pari passo con l’aumento delle Nazioni aderenti – ha proseguito il sottosegretario alla Giustizia – Soltanto attraverso l’istituzione di una piattaforma giuridica comune per l’Europa è stato possibile avviare questo processo virtuoso, che ha portato al contrasto di questi reati tra cui la corruzione”.
Al centro del dibattito anche il corretto utilizzo dei fondi europei e la rilevanza delle prospettive giuridiche, amministrative, finanziarie e processuali sia all’interno dell’Unione europea, sia per i Paesi in pre-adesione, alla luce della recente direttiva sulla tutela degli interessi finanziari.
In platea, tra gli altri, oltre al generale della Guardia di finanza Flavio Aniello, comandante regionale, molti rappresentanti del Corpo e degli ordini professionali, il vice sindaco dell’Aquila Guido Liris, la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, il presidente del Consiglio comunale del capoluogo Roberto Tinari e il consigliere di minoranza Americo Di Benedetto.



