L’AQUILA – Si accende la polemica tra la Fondazione “6 aprile per la vita onlus” e l’assessore comunale Roberto Riga sul piano di protezione civile.
Oggi la Fondazione ha chiesto ufficialmente le dimissioni dell’assessore e una presa di posizione da parte di sindaco, Giunta e Consiglio comunale.
All’origine della querelle, la denuncia da parte di “6 aprile per la vita” della mancanza di un piano da attivare in caso di forti scosse, soprattutto dopo lo sciame sismico di questi ultimi giorni. Ieri l’assessore ha detto che il piano c’è e che le critiche della Fondazione sono solo “fango”. “Se il piano c’è nessuno lo conosce”, ha replicato oggi Vincenzo Vittorini, a nome della Fondazione.
Dopo la richiesta di dimissioni, l’assessore Riga si è detto “stupito e amareggiato” per l’interpretazione che è stata data alle sue affermazioni, aggiungendo che non volevano essere offensive né nei toni né nei contenuti.
Nella vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale Enrico Verini, che ha invitato a usare toni più rispettosi nei confronti della Fondazione, “per rispetto umano di un dolore che troppi e troppo presto in questa città sembrano aver dimenticato”.
FONDAZIONE ”6 APRILE”: “L’ASSESSORE RIGA DEVE DIMETTERSI”
L’AQUILA – “Chiediamo le dimissioni dell’assessore Riga e una presa di posizione netta da parte del sindaco, della Giunta e di tutti i consiglieri comunali”.
Non usa mezzi termini Vincenzo Vittorini, presidente della Fondazione “6 aprile per la vita onlus”, nel replicare alle affermazioni dell’assessore comunale Roberto Riga che ieri ha accusato l’associazione di “gettare fango su tutto e tutti”.
Un’affermazione successiva alla richiesta della Fondazione di far conoscere le zone di raccolta in caso di scosse, in modo che la popolazione non si ritrovi impreparata come nella notte tra il 5 e 6 aprile 2009.
“Una risposta che fa rabbrividire – ha detto Vittorini – Non abbiamo mai gettato fango su nessuno, abbiamo solo avanzato una richiesta affinché si faccia prevenzione e non si rischi di ripetere quanto già accaduto”.
Qualche giorno fa la Fondazione 6 aprile per la vita ha criticato il modo in cui le istituzioni locali stanno gestendo la fase del post sisma, denunciando la mancanza di un vero piano di protezione civile.
A questo, Riga ha risposto ieri che il Comune già dal gennaio 2009 si è dotato di un piano di intervento, e che quanto affermato dalla Fondazione è “totalmente destituito di ogni fondamento”.
“Ebbene, se il piano c’è – ha sottolineato Vittorini – lo tirino fuori dal cassetto, visto che nessuo lo conosce. Il terremoto qui ci sarà sempre e i cittadini devono sapere esattamente dove andare in caso di emergenza. Servono aree attrezzate e illuminate”.
La Fondazione ha annunciato che, se le dimissioni dell’assessore non ci saranno, i membri della stessa non prenderanno più parte ad alcuna cerimonia, in primis quella che si terrà il 6 aprile, che “a prescindere da tutto non deve essere una passerella per politici sia locali sia nazionali. Basta con i teatrini. L’Aquila ha problemi 364 giorni l’anno e non solo il 6 aprile”.
Oltre a queste forme di protesta, Vittorini ha dicharato che l’associazione “309 martiri onlus”, della quale è presidente, sta preparando un esposto alla Procura affinché la magistratura accerti eventuali responsabilità degli enti locali per quanto accaduto il 6 aprile 2009.
L’ASSESSORE RIGA REPLICA: “IL MIO COMUNICATO NON VOLEVA ESSERE OFFENSIVO”
L’AQUILA – “Sono stupito e amareggiato per l’interpretazione che è stata data a una mia comunicazione inoltrata ieri agli organi di informazione, al solo di scopo di fornire alcune precisazioni in ordine all’attività dell’amministrazione comunale”.
Risponde così l’assessore comunale Roberto Riga dopo la richiesta avanzata dalla Fondazione “6 aprile per la vita” di dimettersi per aver dichiarato che l’associazione “getta fango su tutto e tutti”.
“Il mio comunicato – prosegue Riga – non era e non voleva essere offensivo né nei toni né nei contenuti. Si tratta, peraltro, di cose che non appartengono al mio modo di essere e di fare politica, né ai miei valori. Sono molto dispiaciuto, pertanto, di aver dato tale impressione a un giornale (il riferimento è al quotidiano Il Centro, sul quale oggi è comparso un articolo in cui si replica alle dichiarazioni dell’assessore, ndr) di cui ho sempre apprezzato imparzialità, serietà e obiettività nell’informare i cittadini”.
“Ribadisco – conclude – ai parenti delle vittime il sostegno e la vicinanza mia e dell’intera amministrazione comunale e rinnovo l’invito e la disponibilità a un incontro su qualsiasi problematica o necessità”.
VERINI: “CON LA FONDAZIONE ‘6 APRILE’ USARE IL DOVUTO RISPETTO”
L’AQUILA -“Al di là dei torti e delle ragioni, i toni che si utilizzano verso concittadini che hanno perso familiari nel terremoto, devono essere diversi da quelli utilizzati da Riga e frasi come ‘l’associazione getta fango su tutto e su tutti’ sono da evitare assolutamente, se non per decoro istituzionale, almeno per rispetto umano di un dolore che troppi e troppo presto in questa città sembrano aver dimenticato, ma che di certo non hanno messo alle loro spalle tutti coloro che hanno avuto famiglie spezzate dall’evento sismico”.
In merito alla polemica tra l’assessore Roberto Riga e i rappresentanti della Fondazione “6 aprile”, interviene il consigliere comunale Enrico Verini di Futuro e libertà, che sul piano di protezione civile di cui la Fondazione ha denunciato una mancanza, afferma: “sarà anche vero che il Comune ha predisposto i piani di protezione civile, e ci mancherebbe altro, ma è altrettanto vero che poco o nulla è stato divulgato tra la popolazione che, me in primis, non saprebbe dove ricoverare in caso di necessità”.
“Le aree di attesa e di accoglienza della popolazione – prosegue Verini – seppur individuate dall’amministrazione, non sono affatto conosciute dai cittadini e credo che invece si sarebbe dovuto provvedere a spedire ad ogni aquilano, un promemoria sulla loro ubicazione e sulle modalità di intervento previste. Non basta di certo una pubblicazione in qualche albo pretorio o in qualche sito, se c’è stata, a ritenere di aver fatto quanto necessario per dare una corretta informazione alla popolazione. Anche una segnaletica attraverso cui identificare tali aree, sarebbe stata opportuna ma non c’è stata”.
“Invito quindi l’amministrazione tutta – conclude – a predisporre subito un sistema serio di informazione per ogni famiglia del piano di protezione civile, nella nostra città doveroso dopo quello che è accaduto, ma anche a segnalare tutte le aree individuate attraverso segnali chiari e visibili; nel contempo invito anche Riga a moderare i toni, evitando polemiche e sgarbi nei confronti di concittadini resi giustamente molto sensibili sulle questioni dibattute per i sacrosanti motivi che è inutile ricordare. La materia della sicurezza peraltro, dovrebbe essere insegnata dal Comune alla popolazione, e non il contrario, in una città che ha vissuto quel che L’Aquila ha vissuto”.
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