L’AQUILA – Tutto esaurito per il concertone di J-Ax sabato all’Aquila, alla discoteca Bliss di Monticchio. 

Il celebre rapper che ha formato con Dj Jad il famosissimo gruppo Articolo 31 prima di intraprendere la carriera solista, ha cantato per un’oretta scarsa, lasciando un po’ di amaro in bocca alla tantissima gente che ha riempito il Bliss per rendere omaggio ad uno dei grandi del rap nostrano.

Prima dell’esibizione è andato in onda il suo videomessaggio per Noemi alla finalissima del Festival di Sanremo, 66esima edizione vinta dagli Stadio di Gaetano Curreri.

Il successo, comunque, non poteva che essere assicurato, vista la portata dell’ospite al Bliss.

In una città, L’Aquila, che lentamente e con molta difficoltà prova ad entrare in un circuito che in altre realtà garantisce personaggi di spessore non solo nelle piazze e negli stadi, ma anche nei palasport nei luoghi ancora più piccoli.

A Pescara, ad esempio, il Pala Giovanni Paolo II ha una capienza minuscola, circa 2 mila e 500 posti, rispetto alle esigenze di cui avrebbero bisogno – non se ne faccia qui una questione di gusti personali, perché non è questo il punto – un Claudio Baglioni (all’Aquila ospite nel lontano 2001 al teatro Comunale, per poi tornare nel 2009 per cantare in forma più o meno intima nell’immediato post-sisma 2009), o un Biagio Antonacci (Perdonanza Celestiniana, edizione 2002), i suoi ottimi concerti li ospita con regolarità.

Per non parlare, sempre a Pescara, dello stadio “Adriatico”, passaggio quasi obbligato per altri big della musica italiana nella stagione estiva.

All’Aquila, invece, si tenta di beccare la grande occasione a prezzi di saldo.

Bene, benissimo il festival del jazz, colpo di fortuna voluto, cercato e trovato l’anno scorso e che si ripeterà una volta l’anno, ma durante l’inverno c’è pochissima scelta, al di là delle perle che però non coinvolgono le grandi folle.

Tanto per dire, e non certo nella cattiva stagione, ci si è affidati nei periodi di magra economica a recuperi dell’ultima ora con Fiorella Mannoia, una delle future Amiche per l’Abruzzo, oppure a inviti politici come quello a Roberto Vecchioni di qualche anno fa.

Sono poi lontani gli anni d’oro (e di spese folli) di una versione enorme della Perdonanza Celestiniana, quelli di Zucchero, il già citato Antonacci, Goran Bregovic, Morandi, Battiato, Pino Daniele, per non parlare dei tempi in cui passavano Antonello Venditti (all’Aquila nel 1992 e poi nel 2009, ma non per un concerto), o il primo Vasco, senza andare troppo indietro.

Tra gi ultimi colpi prima del buio, Francesco De Gregori, Cesare Cremonini e Gianluca Grignani.

Dunque, è evidente che la musica da pienone si sia sempre più “affievolita” sotto questa parte del Gran Sasso, con “chicche” troppo isolate tipo Patty Pravo.

Senza dimenticare il vuoto che ha contraddistinto la vicenda delle Amiche per l’Abruzzo e degli altri cantanti come Zucchero, Venditti, Cremonini, Baglioni, Morandi ed altri come Ligabue, Mauro Pagani, Max Pezzali, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini, che si sono spesi non solo al microfono per L’Aquila terremotata.

Fino ad oggi, infatti, non è ancora stato messo in piedi un mega evento nella città che proprio loro hanno soccorso con la musica nei grandi media e negli stadi, tranne quello aquilano.