L’AQUILA – “Riappropriarsi di una pagina di storia troppo spesso dimenticata e rispetto a cui, purtroppo, certa sinistra radicale si esercita ancora in inaccettabili tesi negazioniste o giustificazioniste”.

È l’obiettivo della due giorni organizzata dalla sezione aquilana di CasaPound Italia, in vista del 10 febbraio, Giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, che si apre oggi pomeriggio alle 17,30, con la presentazione a Palazzo Fibbioni del libro a fumetti Foiba Rossa. Norma Cossetto: storia di un’italiana.

“L’uccisione di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana violentata e infoibata all’età di 23 anni – dichiara in una nota Simone Laurenzi, coordinatore abruzzese di CasaPound Italia – è uno degli episodi più noti delle tragiche vicende del confine orientale, che videro più diecimila di italiani morire dal 1943 al 1945 per mano dei partigiani slavi e comunisti di Tito. All’eccidio seguì poi, dopo la fine della guerra, il doloroso esilio della popolazione italiana di Istria, Fiume e Dalmazia, costretta ad abbandonare le proprie terre per non cadere sotto l’oppressione del regime jugoslavo”.

Prosegue, dunque, la rassegna storico-letteraria di CasaPound L’Aquila, che solo qualche mese fa, aveva organizzato un incontro per presentare un grafic-novel, edito da Ferrogallico, sulla triste vicenda di Sergio Ramelli, il giovane militante di destra, vittima di un assassinio politico avvenuto nel 1975.

“La presentazione di Foiba Rossa, edito in queste settimane da Ferrogallico e dedicato proprio alla storia di questa giovane italiana – prosegue l’esponente della tartaruga frecciata – ha dunque l’intento di ricordare e omaggiare tutte le vittime di quella tragedia. Si tratta peraltro di una delle primissime presentazioni del volume a livello nazionale, che fa seguito a quella di appena qualche giorno fa alla Camera dei deputati. Insieme ad Antonio Lallo ed Emanuele Mastrangelo, collaboratore della rivista mensile Storia in rete, ripercorreremo gli avvenimenti complessivi relativi ai massacri delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, esaminando nel dettaglio la vicenda biografica di Norma Cossetto, insignita dopo la morte della medaglia d’oro al merito civile”.