L’AQUILA – Un clima umido ha accolto all’Aquila la fiaccolata in ricordo dei martiri delle Foibe organizzata dall’associazione CasaPound Italia in ricordo delle migliaia di persone uccise e gettate nelle cavità carsiche e le 350 mila costrette a un esilio forzato, tra cui molti italiani.

Il corteo, rinviato lo scorso 11 febbraio causa maltempo, composto da poco meno di un centinaio di persone, ha attraversato lateralmente il centro storico del capoluogo abruzzese, da piazza Battaglione Alpini fino al monumento ai Caduti alla Villa comunale, dove è stata depositata una corona di fiori.

Discreto lo spiegamento di forze dell’ordine per evitare contatti pericolosi, specie in piazza Duomo, occupata da un presidio anti-fascista composto, fra gli altri, da Giovani comunisti, comitato 3.32, Prc, Assemblea cittadina e Anpi.

“Contro l’odio anti-fascista L’Aquila ricorda!” e “Non si infoiba la verità” gli slogan scritti sugli striscioni di Casa Pound Italia, che lamenta una mancanza di rispetto nei confronti del del genocidio commesso dai partigiani jugoslavi comunisti durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, come una sorta di episodio da dimenticare, da nascondere.

Presenti, fra gli altri, il segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo, e l’ex presidente dell’ordine degli avvocati, Paolo Vecchioli.

“È un momento toccante – ha detto D’Eramo – con questa fiaccolata vogliamo ricordare migliaia di italiani uccisi nelle Foibe, ignorati dalla storia per 50 anni. In questa città ferita, poi, assume un significato maggiore, perché è drammaticamente vivo il ricordo del 6 aprile”.

“Dagli anni ’70 in poi le grandi battaglie portate avanti hanno contribuito a far conoscere questa storia nascosta. L’opinione pubblica finalmente inizia a sapere cosa è veramente successo in occasione del più grande eccidio di massa commesso ai danni del popolo italiano. Dobbiamo continuare in questa azione di verità, affinché tutto ciò che accadde in quegli anni non si ripeta mai più, e soprattutto per onorare gli italiani cancellati fino a qualche anno fa dai libri di scuola, dove non venivano neanche menzionati”.

FOIBE: JUCHIC (PRC), ”DIFFERENZA CULTURALE PER CELEBRARE LA MEMORIA”

“C’è una differenza culturale nel celebrare la memoria – afferma Goffredo Juchic, segretario comunale del Prc presente al presidio anti-fascista in piazza Duomo  – quando si ricordano le foibe va ricordato tutto, come l’occupazione nazi-fascista di quei territori che causò oltre 1 milione di morti”.

Juchic ha sottolineato come lo scenario della città terremotata abbia in qualche modo contribuito a far abbassare il rischio di scontri tra fascisti e anti-fascisti, specie nei cortei e nelle manifestazioni alternative come quelle di oggi pomeriggio all’Aquila.

“Saltano agli occhi le ferite di una città – dice Juchic – non è lo scenario di sempre. Fino a qualche anno fa c’era sicuramente più tensione, la nostra è una realtà diversa ormai, il senso di resposabilità è maggiore e noi anti-fascisti abbiamo dimostrato di averlo, lo abbiamo messo in campo nel rispetto di tutti”. (r.s.)