ROMA – “L’abbordaggio della Global Sumud Flotilla e il sequestro degli attivisti, provenienti da 49 Paesi diversi, Italia compresa, sono atti di pirateria in piena violazione del diritto internazionale umanitario e delle leggi del mare. Un’azione che colpisce tutte e tutti”.

Per Rifondazione Comunista, si legge in una nota, “è davvero un fatto positivo lo sciopero generale proclamato per l’intera giornata di domani venerdì 3 ottobre unitariamente da Cgil, Cobas, Usb e Cub”.

Quindi l’appello: “Il Paese si fermi contro il genocidio e l’ennesimo atto israeliano che calpesta il diritto internazionale. Il governo italiano complice e corresponsabile non rappresenta i tanti e le tante pronti a bloccare il paese, occorre rompere ora ogni forma di relazione politica, economica e militare con Tel Aviv. Auspichiamo e lavoriamo perché lo sciopero generale sia un primo passo verso una convergenza nella lotta per i diritti della classe lavoratrice, per lo stato sociale, contro la guerra, il riarmo, per una vita degna per tutte/i”.

Rifondazione Comunista Abruzzo, si legge ancora nella nota, “invita le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico e privato a scioperare contro il genocidio, per l’umanità, per Gaza, per la Flotilla e a partecipare insieme alla cittadinanza alle manifestazioni unitarie” previste domani venerdì 3 ottobre a Pescara con partenza dalla Stazione Porta Nova alle ore 8,30, a Teramo dalla Stazione ferroviaria alle ore 9, a Lanciano (Chieti) da Corso Trento e Trieste alle 18,30, L’Aquila da Colle Sapone alle ore 9,30.

“Inoltre – viene aggiunto – annunciamo che diversi pullman sono in partenza dall’Abruzzo nella mattinata di sabato 4 ottobre per partecipare alla manifestazione nazionale a Roma promossa dalle comunità palestinesi in Italia. Una manifestazione che già si annuncia partecipatissima”.

“Blocchiamo tutto, perchè la Costituzione della Repubblica ci chiama a ripudiare la guerra e alla solidarietà internazionale e a porre in essere ogni azione tesa a fermare un genocidio che accade in diretta sotto i nostri occhi, se i governi balbettano o peggio insultano lavoratori e cittadini non resta che scendere in strada e farsi sentire più forte”, conclude la nota.