PESCARA – Luciano D’Alfonso sarà ricordato anche come il “presidente tappa-scarichi abusivi”.

Il presidente della Regione si è infatti oggi platealmente calato lungo gli argini di un canale di scolo secondario del fiume Pescara, nei pressi di via Raiale, assistendo di persona all’operazione di chiusura  di tre scarichi con altrettanti otturatori ad aria compressa.

L'”azione dimostrativa”, che il governatore aveva anticipato già nei giorni scorsi,  pensata come risposta all’emergenza mare inquinato, che rischia di compromettere re l’imminente stagione turistica.

Una ricerca dell’Università di Pescara-Chieti ha già esaminato ben 20 chilometri di fiume Pescara  e ha censito quasi tutti gli scarichi nel fiume da Brecciarola fino alla foce: circa 48 punti di scarico di acque reflue, di  cui 39 sono risultati attivi e 9 non attivi al momento del rilevamento.

Dei 39 scarichi attivi, 36 sono stati campionati e analizzati. Molti di essi superano i limiti dei valori stabiliti dal decreto legislativo 152 del 2006 ed è stata riscontrata nelle analisi la presenza di diversi metalli. I rimanenti 3 scarichi attivi non sono stati campionati perchè non raggiungibili.

All’iniziativa, oltre a D’Alfonso, hanno preso parte anche il sindaco ed il vicesindaco di Pescara, Marco Alessandrini ed Enzo Del Vecchio, insieme ai tecnici di settore.

Due gli obiettivi dell’operazione secondo D’Alfonso: “ricostruire le responsabilità e ripristinare la moralizzazione delle condotte non solo degli amministratori pubblici ma anche degli imprenditori. Molte imprese – ha detto – non sanno; le furbe devono essere riportate alla correttezza comportamentale, in una logica di rinaturalizzazione”.

Il governatore si è soffermato su quanto costi, in termini di “aggressione alle bellezze naturali ed in termini di risorse finanziarie l’insensibilità nei confronti di questo argomento” ed ha richiamato tutti ad un atto di solidarietà.

Il presidente di Regione, prima del sopralluogo odierno, in due tavoli distinti, aperti agli amministratori comunali e alle imprese assegnatarie dei lavori per il potenziamento dei depuratori, aveva affrontato l’argomento dell’inquinamento dei fiumi e del mare, ricordando i 36 milioni di euro stanziati per gli interventi e definendo un cronoprogramma serrato dei lavori.

”INQUINAMENTO FIUME PESCARA HA ‘FESTEGGIATO’ TANTI COMPLEANNI, ORA RISOLVERE IL PROBLEMA CON NUOVE RISORSE”

“L’inquinamento del fiume Pescara ha festeggiato tanti compleanni, noi vogliamo risolvere il problema concretamente, accelerando procedure amministrative e rendere cantierabili i lavori di costruzione e potenziamento di impianti di depurazione delle acque che scaricano nell’alveo del fiume”, ha detto D’Alfonso, intervenendo questa mattina in una riunione operativa con i principali componenti del ciclo idrico tra cui Aca, Arta, Comuni, Provincia di Pescara e le imprese che si sono aggiudicate gli appalti per la realizzazione delle opere di potenziamento e costruzione di nuovi impianti di depurazione e collettori.

Gli interventi programmati dall’Aca, azienda consortile acquedottistica del pescarese, e finanziati dalla Regione Abruzzo attraverso risorse del FSC 2007/2013, sono stati raggruppati in sei macro-aree: primo progetto (Comuni di Penne, Loreto Aprutino, Pianella e Collecorvino) per un importo a base d’asta di 1.604.046,65 euro, impresa MDA Srl di Isernia; secondo progetto (Comuni di Popoli, Tocco Casauria e Torre dè Passeri) per un importo di 1.871.452,05 euro, impresa Atlante-Di Marino Ati; terzo progetto (Comuni di Lettomanoppello, Manoppello e Caramanico Terme) per un importo di 3.018.436,83 euro, impresa Almacis di Pescara; quarto progetto (Comuni di Cepagatti, Loreto Aprutino, Fara Filiorum Petri e Ripa Teatina) per un importo di 1.789.190,25 euro, impresa Atlante Srl di Silvi Marina; quinto progetto (Comune di Montesilvano) per un importo di 2.696.576,35 euro, impresa Di Marino-Atlante Ati; sesto progetto (Comune di Francavilla al Mare) per un importo di 2.033.399,12 euro, impresa CME Cons. Imprenditori Edili Soc. Coop.

Il presidente D’Alfonso ha costituito un gruppo di lavoro tecnico per monitorare costantemente il percorso amministrativo degli appalti e valutare gli interventi finalizzati a prevenire l’inquinamento del fiume Pescara.

Nel corso della riunione, inoltre, si è affrontato – alla presenza dell’Amministratore unico dell’Aca Vincenzo Di Baldassarre – due temi fondamentali: il potenziamento del depuratore di Pescara (con l’individuazione di nuovi fondi) e la realizzazione di una mappatura completa delle fosse imhoff disseminate sul territorio; nella sola provincia di Pescara, secondo un precedente studio, sono stati censiti circa 200 pozzi utilizzati per depurare i liquami provenienti dai fabbricati di civile abitazione.

“Individueremo nuove risorse – ha aggiunto D’Alfonso – anche per censire e intervenire concretamente per il recupero delle fosse imhoff presenti sul territorio regionale, queste – conclude il presidente – sono fonte di forte inquinamento dell’ambiente”.