L’AQUILA – Ancora polemica sul progetto di “casse di espansione” per il fiume Aterno nel tratto aquilano, caldeggiato dal commissario straordinario per la messa in sicurezza Adriano Goio, e osteggiato da altri, soprattutto dall’assessore provinciale e avvocato Roberto Tinari.

LA NOTA COMPLETA

Il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, in calce a un articolo pubblicato su Abruzzo Web 16 settembre e inerente alla costruzione del Palasport donato dal Giappone, torna ancora a perorare la deprecabile iniziativa volta alla creazione della vasche di espansione sul territorio per la difesa dalle esondazioni fluviali, fermamente contestate e sonoramente bocciate da altissimi consessi specializzati in materia quali il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che recentemente ha posto nel nulla con una ineccepibile sentenza il famigerato progetto del commissario Adriano Goio che prevedeva tali interventi in più zone del Comune di L’Aquila.

Nel sopracitato articolo addirittura si afferma che tale Consesso Giurisdizionale avrebbe operato “senza una consulenza tecnica” ignorando gravemente con ciò che tale importante Tribunale Superiore ha nel suo organico e segnatamente nel Collegio Giudicante che ha deciso la causa un tecnico di rango elevato e altamente qualificato in materia di acque e di difesa idraulica il quale svolge specificamente le funzioni di consulenza per ogni aspetto tecnico/idraulico sub judice e ancora, più gravemente, si sottace sul fatto che il problema di una valida messa in sicurezza dalle esondazioni si può ottenere, come dimostrato da esimi specialisti, anche nelle sedi comunali, non con la creazione delle pletoriche opere progettate, inutili e dannose per il territorio, l’ambiente, l’agricoltura con creazione di impaludamenti, e anche per il microclima; opere e argini ciclopici che verrebbero a incidere su vastissime aree sul territorio, come accennato dal sindaco nelle località di “Pettino, Coppito, San Vittorino, Cansatessa e Sassa” bensì con lavori di rimodellamento dell’alveo fluviale, ampliamento della sezione idraulica di scorrimento e rafforzamento degli argini sia del Torrente Raio che del Fiume Aterno per lunghissimo tempo abbandonati senza alcuna manutenzione né effettuazione di più importanti interventi.

Si pensi che con i necessari lavori alternativi alle vasche si potrebbe mettere in sicurezza oltre al Raio, il Fiume Aterno per una lunghezza di circa 20 chilometri con un costo stimato pari a circa 1/5 di quello enorme di 60.000.000 (sessanta milioni) di euro che verrebbe speso per i deprecabili lavori di realizzazione delle fallaci e dannose vasche caldeggiate al sindaco Cialente, (e l’eccedenza che ne deriverebbe potrebbe invece essere proposta per aiutare la difficile situazione economica in cui è sprofondata la nostra Città, non ultima quella della difficoltà delle famiglie per il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas o per creare nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani o per aiutare la difficile ricostruzione).

Detta soluzione alternativa alle vasche peraltro “bocciate” che assicurerebbe con certezza e senza problemi di sorta la migliore difesa e messa in sicurezza contro le esondazioni ( che sarebbe risolutiva anche per i moltissimi manufatti abitativi realizzati post sisma) è oltretutto ben nota essendo stata illustrata ampiamente in più occasioni pubbliche ed anche presso le sedi comunali da esperti particolarmente e notoriamente qualificati in materia, quali il prof. ing. Bruno Martella e il compianto ing. idraulico Antonio Iorio.

Detto ciò, speriamo che si intraprenda da ogni parte la giusta, valida e più conveniente via per giungere alla soluzione dell’annoso problema, appunto, ponendo in essere quei necessari interventi sulle aste fluviali, sopra accennati, alternativi alla nefanda proposta per la creazione delle dannosissime e inutili vasche.

In tal senso è auspicabile che l’attento sindaco si impegni con tutte le sue energie e che il valente commissario avvii la dovuta progettazione per tutti quei lavori che i citati corsi d’acqua richiedono.