MAGLIANO DE’ MARSI – Non bastava lo strazio per la morte della giovane figlia rugbista, deceduto in un grave incidente stradale il 28 novembre scorso a Scurcola Marsicana (L’Aquila) per aver perso il controllo dell’auto uscita di strada e finita in un fosso per il fondo stradale bagnato e scivoloso.
Ora a Maurizio Di Carlo, padre della diciannovenne Miriam, è stato chiesto di cacciare di tasca proria 960 euro, per pagare la società di Sicurezza e ambiente che è intervenuta a pulire la strada dove quasi due mesi fa è avvenuto l’incidente. Oltre al grave danno della perdita della figlia, ora anche la beffa.
È sconvolto Maurizio Di Carlo, così come la moglie Katuscia Antonini, ma soprattutto indignato per l’infelice richiesta della società preposta alla manutenzione delle strade.
Ma i genitori di Miriam sono carichi di rabbia (così come racconta il quotidiano Il Centro) perché la loro figlia è morta non solo a causa delle condizioni climatiche avverse, ma soprattutto per via che in quel pezzo di strada non c’era il guard-rail e non c’era neanche l’ombra di una luce.
“Nessuno si è mai preoccupato – ha commentato il padre della ragazza morta – di mettere in sicurezza quella che è un percorso provinciale, tra l’altro molto trafficato”.
Sta di fatto che ora toccherà al padre di Miriam pagare “l’intervento standard” eseguito dalla società pulitrice, che è intervenuta celermente ad effettuare la bonifica della strada così come a presentare senza mezzi termini ai genitori della ragazza il triste totale delle spese.




