L’AQUILA – Circa 30 mila persone alla 69ª Fiera dell’Epifania nonostante la nevicata che ha spolverato L’Aquila nel primo pomeriggio.
Un successo, secondo gli organizzatori della Federazione ambulanti (Fiva) della Confcommercio, come spiega ad AbruzzoWeb il presidente, Alberto Capretti, che ora punta a coinvolgere anche la Regione Abruzzo in vista del settantesimo anno.
“L’afflusso in mattina è cominciato tardi”, premette, confermando quanto evidenziato da questo giornale nella prima stima, ovvero l’avvio in sordina.
“Dopo però la gente ha risposto bene, questa fiera ha una formula che continua a funzionare e nonostante le bancarelle ridotte per ragioni di ricostruzione l’afflusso c’è stato e gli esercenti hanno lavorato, nonostante le previsioni meteo fossero cattive anche se poi l’attesa bufera non c’è stata”, continua Capretti, che ringrazia “il questore Alfonso Terribile che ha garantito la sicurezza e l’assessore al Commercio Pierluigi Mancini che ci ha seguito passo passo”.
E ora si pensa già al 2018, l’edizione numero settanta, cifra tonda. “Dovrà essere una festa, un’edizione speciale, e vogliamo tornare a sfondare quota 500 banchetti – l’auspicio del presidente Fiva – Speriamo di coinvolgere anche l’amministrazione regionale, visto che abbiamo sempre più richieste di partecipazione e sempre più partecipanti, questa è la fiera più importante d’Abruzzo”. (alb.or.)
Un’edizione strana, la 69ª Fiera dell’Epifania dell’Aquila, “allungata” nel percorso dai cantieri di ricostruzione sempre più fitti, minacciata dagli spauracchi del terrorismo, della neve e della meningite.
Almeno fino a metà giornata, comunque, senza né l’uno (bene) né l’altra (benissimo) né l’altra ancora (meglio).
La strana dislocazione delle bancarelle, fuori dal corso e dalla piazza del mercato, sparse intorno al Castello o giù di lì, e questa fila di paure grandi e piccole hanno fatto, comunque, la differenza, portando una partecipazione degli aquilani parsa inferiore al solito.
Difficile, comunque, fare confronti rispetto alle edizioni precedenti in cui le banchette erano ammassate lungo il corso, oggi del tutto deserto, sensazione straniante.
Che cosa si compra alla Fiera? Tutto e niente, come al solito. Le scope allungabili, le piadine con la salsiccia perché è tradizione, i dolciumi, gli ammenicoli per la casa, salumi e formaggi, vasellame, bronzi, felpe e maglie da calcio, ricambi per fornelli e così via.
La consueta teoria di colori e odori in cui perdersi per passeggiare (quasi tutti), comprare almeno un solo oggetto per tradizione (molti) o fare incetta di spugne magiche e affettatori di ananas (pochini).
Quanto alla nota di colore, per chi stia cercando “miss bancarella”, la si trova a metà di viale Gran Sasso, come al solito “porta principale” della fiera, e vende il miracoloso Lux, che rigenera, pulisce e ravviva marmo, acciaio, legno e ogni altra cosa. (alb.or.)






