L’AQUILA – Decine di aquilani hanno affollato oggi le vie del centro storico intorno al Forte spagnolo cinquecentesco, nell’edizione 2010 della Fiera di San Massimo, posticipata di tre giorni rispetto alla ricorrenza del santo patrono del capoluogo il 10 luglio. A vivacizzare l’area, 110 banchi disposti lungo viale Tagliacozzo, via Castello, porta Castello e la Fontana Luminosa.
Tra gli operatori non solo gli aquilani, ma anche alcuni venditori provenienti da Avezzano e da Reggio Emilia. “Ci hanno ospitato dopo il sisma – spiega di questi ultimi Alberto Capretti, presidente provinciale della federazione degli ambulanti (Fiva) – e così ci è sembrato il minimo invitarli. In particolare abbiamo portato la classica piadina romagnola e anche un venditore di maglie da calcio”.
Tutti i generi merceologici sono stati coperti. “Abbigliamento in primis – snocciola il presidente Fiva – ma anche alimentari come dolciumi, porchetta, formaggi e salumi. Insomma, c’era un po’ di tutto”.
Una fiera che si è dimostrata molto sentita dagli aquilani che hanno girato per le bancarelle e acquistato volentieri. “In mattinata – racconta Capretti – siamo andati molto bene, c’è stata una comprensibile pausa per il caldo asfissiante intorno a ora di pranzo, nel pomeriggio la gente è tornata e la serata promette benissimo. La chiusura era fissata per le 20, ma se prolunghiamo, tanto meglio”. (alb.or.)



