L’AQUILA – Non solo un congresso provinciale, quello di oggi a L’Aquila di Forza Italia, per confermare coordinatore e il suo vice uscenti e candidati unici in provincia dell’Aquila, ma ancor di più una chiamata alle armi in vista delle elezioni regionali del 10 marzo, dove gli azzurri contano di arrivare anche al 12%, e la conferma della linea dura al comune del capoluogo, dove gli azzurri sono oramai ai ferri corti con il sindaco di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi, che fa orecchie da mercante alla richiesta di rimpasto e di verifica dell’operato della maggioranza.
Questi i temi dell’appuntamento di questa mattina all’auditorium dell’Ance, in via Alcide De Gasperi, all’Aquila. A presiedere il congresso sarà Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, con al fianco il coordinatore regionale, il deputato Nazario Pagano.
Saranno riconfermati al loro posto il coordinatore provinciale, Gabriele De Angelis, imprenditore, ex sindaco di Avezzano, e attuale presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico, e il vicecoordinatore, l’aquilano Giorgio De Matteis, ex vicepresidente vicario del consiglio regionale, e protagonista da decenni della politica del capoluogo, prima nella Dc e Udc, poi in Fratelli d’Italia, poi in Fi. A presentarsi una sola lista, e la rielezione avverrà per acclamazione.
Saranno eletti poi i 15 membri del coordinamento della lista del coordinatore, a cui si aggiungono i membri aventi diritto, più sei responsabili di settore, scelti direttamente dal nuovo coordinamento provinciale. Infine saranno eletti sei delegati per il congresso nazionale.
A conferma di quanto sia teso e fluido il clima politico pre-elettorale, si era anche sparsa la voce, che il congresso sarebbe stata l’occasione per annunciare l’entrata nel partito di Paolo Federico, sindaco di Navelli, di Fratelli d’Italia, ma lo stesso, contattato da Abruzzoweb ha smentito categoricamente: “per quanto mi riguarda non c’è nessuna novità, resto in Fratelli d’Italia, non è che alla prima scivolata, uno deve scappare, “, e a rafforzare il concetto: “che ci dovrei andare a fare al congresso di Fi? Ovviamente non sono stato invitato”.
L’ipotesi poggiava però sul fatto che Federico in realtà ha ben donde per essere arrabbiato con Fdi, per la mancata candidatura alle regionali di marzo. Per poter rimuovere i motivi di incompatibilità, si era anche dimesso da commissario della comunità montana Montagna Aquilana, e da presidente dell’Asp 1 L’Aquila, e contava sull’appoggio del senatore e vicecoordinatore regionale, Guido Liris, che oramai anche lui sta conducendo una battaglia interna dentro Fdi contro il sindaco Biondi. Poi però nella lista ufficiale dei candidati e vidimata dal partito nazionale, il nome di Federico non c’è, e per il territorio aquilano è stato scelto invece l’ex assessore comunale Alessandro Piccinini, sostenuto da Biondi, ma anche amico di vecchia data di Liris. Anche Piccinini si era dimesso dalla presidenza della Gran Sasso Acqua, carica incompatibile con la candidatura.
E ad avere il dente avvelenato con Biondi è nel capoluogo anche Forza Italia, per la mancata risposta oramai da quasi tre mesi del sindaco alle richieste di un mini rimpasto di giunta, e di un posto per compensare il cambio di casacca dell’assessore Roberto Tinari, passato all’Udc, e ora candidato alle regionali. Senza esito l’incontro a Roma tra Pagano e il coordinatore regionale di Fdi, il senatore Etel Sigismondi, e poi la venuta a L’Aquila del senatore Maurizio Gasparri, responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia, stessa carica ricoperta da Biondi per Fratelli d’Italia, a conferma che la vicenda aquilana ha oramai un rilievo nazionale. Gasparri ha incontrato De Matteis e il segretario cittadino Stefano Morelli, poi ha incontrato Biondi, ma anche qui silenzio sugli esiti e gli sviluppi. La volontà però sembra essere stata quella di congelare tutto fino al congresso provinciale di domani.
Ciò significa che da lunedì il riconfermato De Matteis, con l’avallo di De Angelis e Pagano potrà tornare a sguainare la sciabola, e prossimo campo di battaglia potrebbe essere il consiglio del 18 dicembre sul bilancio. Nel consiglio dell’8 dicembre, con l’uscita dall’aula di Daniele D’Angelo assieme all’opposizione, va ricordato, Fi aveva fatto mancare i numeri alla maggioranza dando un altro segnale di guerra a Biondi.
Del resto, Forza Italia può contare in consiglio oltre che su D’Angelo anche su Maria Luisa Ianni, e sul presidente del Consiglio comunale, Roberto Santangelo, che è anche vicepresidente del Consiglio regionale, e di fatto sui due di L’Aquila futura, la lista di Santangelo, ovvero Guglielmo Santella e Laura Cococcetta.
Come hanno più volte ribadito De Matteis e Morelli, è “inaccettabile” che Fi sia rimasto senza assessori, mentre invece l’Udc, gruppo che si è costituito in consiglio in una fase successiva alle elezioni, a fronte di due consiglieri, Gloria Nardecchia eletta con Forza Italia, e Fabio Frullo, eletto con la civica del sindaco Civici e indipendenti, esprime ora un assessore, Tinari, “scippato” a Fi, e anche la presidenza della terza commissione Politiche sociali, presieduta da Frullo, e la quarta Commissione Affari istituzionali e Regolamenti, di cui è presidente Nardecchia.
C’è poi la partita delle regionali, con Santangelo candidato di punta dell’aquilano, e con grandi aspettative per il partito degli azzurri, che conta di superare agevolmente il 10%, tenuto conto che alle politiche del 25 settembre al collegio unico del Senato, Fi ha preso 75.663 voti salendo al 12,1%, rispetto al 9% delle regionali del 2019, pari a 54.223 voti.
Punto di vantaggio, che si può tradurre in presa sul territorio e voti, è anche il grande rafforzamento in consiglio regionale avvenuto nel corso della legislatura: nel 2019 Fi ha eletto Lorenzo Sospiri, presidente consiglio regionale, Mauro Febbo, capogruppo e Umberto D’Annuntiis, sottosegretario di Giunta, passato poi con Fdi. Ora, a fine legislatura, è arrivata ad avere otto consiglieri, ed è diventata il primo gruppo all’emiciclo: oltre a Febbo e Sospiri ci sono i due federati di Valore Abruzzo, arrivati dalla Lega, Simone Angelosante e Manuele Marcovecchio, (il terzo di Valore Abruzzo, anche lui ex leghista, Tony Di Gianvittorio si è dimesso per andare a fare il sindaco di Notaresco, sostituito dalla leghista Federica Rompicapo, prima dei non eletti nel 2019 a Teramo), Emiliano Di Matteo e Antonietta La Porta, andati via anche loro dalla Lega, Sara Marcozzi, arrivata dal Movimento 5 stelle, con cui è stata due volte candidata presidente della Regione e infine Roberto Santangelo, eletto nel 2019 con 2.645 voti in lista con Azione politica.






