TERAMO – “Abbiamo inviato una diffida sia alla Asl sia all’ospedale e contestualmente abbiamo avanzato una richiesta di danni”.

Lo dice l’avvocato Vincenzo De Nardis, il difensore della donna di Teramo alla quale i medici del “Sandro Pertini” di Roma consigliarono il raschiamento perché, sostennero, “il feto era morto”.

La donna, in seguito ad altri esami, scoprì invece che la gravidanza procedeva regolarmente.

“Ora – spiega l’avvocato – valuteremo il da farsi e consiglierò alla mia assistita di presentare un esposto alla procura della Repubblica di Roma, per accertare se ci sono gli estremi di un ipotetico reato oppure no”.

De Nardis spiega che “la diffida è stata inviata al dirigente della Asl, al direttore sanitario del ‘Pertini’ e al primario del pronto soccorso”.

“Gli accertamenti fatti dall’esperto che ho nominato – aggiunge – non hanno consentito di stabilire con esattezza se l’errore è stato causato dal macchinario o dal medico, per cui intanto abbiamo avanzato la richiesta di danni”.

“Sono in attesa di una posizione – conclude – da parte della Asl e dell’ospedale”.

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