L’AQUILA – Momenti decisivi per la discesa in campo di Vittorio Festuccia alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco in vista delle elezioni amministrative dell’Aquila dell’anno prossimo.

Si è conclusa in serata la riunione del coordinamento comunale di Sel che ha ribadito la richiesta di primarie “vere” e, pur non adottando decisioni ufficiali, se così fosse darebbe il via libera al primario di Medicina generale del San Salvatore. Festuccia, già capogruppo dei Democratici di sinistra al Comune dell’Aquila nella scorsa legislatura e consigliere provinciale nel 2007, si dimise dagli incarichi elettivi in polemica con i vertici del suo ex partito dopo la scelta di Massimo Cialente quale candidato al ruolo di sindaco nella passata tornata amministrativa.

Il nome di Festuccia ha scosso l’ambiente politico del centrosinistra, all’interno del quale potrebbe raccogliere diversi consensi: da i “malpancisti” che non hanno digerito l’ipotesi di un Cialente-bis alla fronda di recente costituzione che ha mollato il sindaco dopo la testimonianza resa al processo sulla commissione Grandi rischi nella quale il primo cittadino ha, di fatto, scagionato l’organismo della presidenza del Consiglio dei ministri accusato di aver fornito false rassicurazioni ai cittadini cinque giorni prima del terremoto.

Ma Festuccia potrebbe contare anche su un discreto consenso tra la società civile e l’elettorato moderato, tradizionalmente vicino al centrodestra.

Per domani, invece, è previsto un incontro dei vertici aquilani di Rifondazione che si stanno ancora interrogando se partecipare o meno alle primarie.

Il problema, come riferisce il capogruppo al Comune dell’Aquila, Enrico Perilli, “deriva dalla percezione di una caduta di consenso di Cialente, anche alla luce di quanto accaduto nel processo alla Grandi rischi”.

Il dubbio da sciogliere è evidente: se il Prc partecipa alle primarie e le dovesse perdere sarebbe costretto ad appoggiare il primo cittadino in carica, se invece non le fa ha le mani libere di scegliersi il proprio “cavallo”.

Nel primo caso, comunque, il nome di Festuccia è il più gettonato, nel secondo potrebbe trovare nuova forza l’allenza con l’Italia dei valori sul nome di Angelo Mancini, capogruppo dipietrista nell’assise civica del capoluogo, che ormai sta facendo corsa a sé. 

Intanto ieri Festuccia ha partecipato alla “plenaria” di “Appello per L’Aquila”, il cartello che raccoglie molti esponenti dei comitati che hanno animato il dibattito cittadino del post-terremoto e tanti fuoriusciti dai partiti tradizionali del centrosinistra.

Il medico aquilano è uno dei firmatari del manifesto politico del movimento e, durante il dibattito, ha ribadito la necessità di partecipare alle primarie del centrosinistra.

Da quanto si è appreso, la maggioranza dei presenti ha opposto un deciso “niet” alla consultazione, rivendicando l’autonomia dai partiti e confermando che non ci sarà nessun appoggio a uno degli uomini espressione della coalizione attualmente al governo della città.

Mentre ha colto nel segno l’invito all’unità lanciato dall’assemblea cittadina, il gruppo del “tendone di piazza Duomo”, luogo di iniziative e accesi dibattiti: sabato è previsto un incontro tra gli “sherpa” dei due movimenti per capire quali sono i margini di un possibile accordo.